La Capitanata come osservatorio privilegiato per comprendere le grandi trasformazioni del nostro tempo. È partendo da questa prospettiva che il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Foggia ha inaugurato il progetto PRISM – Policrisi, Religione, Integrazione, Sicurezza, Migrazioni – con il workshop dal titolo “Policrisi, sicurezza e migrazioni: prospettive dall’osservatorio foggiano”.
L’iniziativa, promossa dall’Ateneo foggiano su proposta e con il coordinamento della Cattedra di Diritto e Religione, in collaborazione con le Cattedre di Diritto del Lavoro, Diritto internazionale e Diritto europeo, si propone come un momento di confronto scientifico, giuridico e geopolitico sulle principali sfide che caratterizzano il contesto contemporaneo.
La Capitanata al centro delle dinamiche migratorie
L’evento ha acceso i riflettori su un territorio che da anni rappresenta uno dei punti nevralgici delle dinamiche migratorie nazionali e transnazionali. La provincia di Foggia, infatti, costituisce un laboratorio a cielo aperto per l’analisi dei flussi migratori e per la sperimentazione di politiche legate all’inclusione sociale e alla sicurezza.
Secondo gli organizzatori, proprio le peculiarità del territorio foggiano consentono di osservare da vicino fenomeni che interessano l’intero bacino del Mediterraneo e che oggi assumono una rilevanza crescente nel quadro internazionale.
Il significato della policrisi
A spiegare il senso dell’iniziativa è stato Pasquale Annicchino, coordinatore del progetto.
“Il concetto di policrisi descrive la convergenza e l’interconnessione di più crisi simultanee, economiche, climatiche, geopolitiche e sociali, che si alimentano a vicenda”, ha evidenziato.
Il workshop, primo appuntamento del progetto PRISM, si è concentrato su tre direttrici fondamentali: l’analisi delle migrazioni come fenomeno strutturale e non emergenziale, il rapporto tra sicurezza e tutela dei diritti fondamentali dei migranti e il ruolo della ricerca scientifica nell’offrire strumenti utili ai decisori politici e agli operatori del terzo settore.
“La Capitanata non è solo un territorio che subisce i flussi migratori, ma un osservatorio privilegiato da cui comprendere le dinamiche del Mediterraneo. Con PRISM, l’Università di Foggia si fa promotrice di un dialogo scientifico che unisce rigore accademico e impatto sociale”, ha aggiunto Annicchino.
Ricerca e proposte per le politiche pubbliche
Al workshop hanno preso parte docenti universitari, ricercatori, studiosi di geopolitica, rappresentanti delle istituzioni locali e operatori impegnati sul territorio.
L’obiettivo dichiarato è quello di costruire una piattaforma permanente di analisi e confronto capace di produrre dati, interpretazioni e proposte concrete.
“Grazie a un approccio multidisciplinare che spazia dal diritto alla sociologia, dall’economia alla demografia, PRISM punta a superare la retorica emotiva e polarizzante del dibattito pubblico per acquisire dati scientifici ed elaborarli in proposte di azioni e policies di politica pubblica dell’immigrazione, dell’integrazione e della sicurezza”, ha spiegato Gabriele Fattori, titolare della Cattedra di Diritto e Religione dell’Università di Foggia.
Un laboratorio di idee per il territorio
Con PRISM, l’Università di Foggia punta dunque a consolidare il proprio ruolo di centro di ricerca e di elaborazione culturale su temi che incidono profondamente sulla vita delle comunità locali e sugli equilibri internazionali.
L’ambizione del progetto è quella di trasformare l’analisi scientifica in uno strumento operativo per affrontare le sfide legate alle migrazioni, all’integrazione e alla sicurezza, partendo dall’esperienza concreta di un territorio che da anni vive in prima linea questi fenomeni.










