Ci sarà un nuovo video riparatore sul modello della premier Giorgia Meloni? La sindaca di Foggia, Maria Aida Episcopo potrebbe ritirare le dimissioni già domani, dopo aver letto il documento dei capigruppo, rimaneggiato diverse volte e consegnato, assiepati in Presidenza con Lia Azzarone, ad un emissario, Francesco Carrozzino, figlio della prima cittadina. I partiti del campo largo hanno chiesto alla sindaca di non interrompere il laboratorio politico foggiano.
Piena fiducia alla prima cittadina da tutti i consiglieri, dunque, compresi i 7 che si erano assentati nel consiglio dell’8 giugno e che avevano fatto mancare i numeri alla maggioranza, provocando cosi la scelta dell’ex dirigente dell’ufficio scolastico provinciale.
“Non abbiamo nessuna intenzione di avvitarci in polemiche – scrivono i capigruppo -, siamo stati eletti per lavorare e intendiamo farlo al meglio di noi stessi. Insieme alla sindaca Episcopo, con pari dignità e nell’interesse dei cittadini. Non smetteremo di essere pungolo, di farci tramite delle istanze dell’opinione pubblica, di insistere per la puntuale attuazione del programma, se necessario per la sua rivisitazione. Ma lo faremo con la lealtà che i cittadini foggiani meritano. Per questa ragione confermiamo piena fiducia alla sindaca per tutto il suo mandato, nel solco di una stima, di un apprezzamento e di un affetto che per quel che ci riguarda non sono mai venuti meno”.
Niente azzeramento dunque, tutto rimane com’è. A fare le spese della verifica restano i soli riformisti Lorenzo Frattarolo sostituito alle Attività Produttive con il socialista Luigi Iorio e Daniela Patano le cui deleghe alla Polizia Municipale e al Personale sono state trattenute dalla sindaca.
Potrebbe essere utilizzato sempre il weekend per la nomina dell’urbanista, che stando alla legge per la parità di genere in Giunta non potrà essere un altro uomo. E quindi non potrà essere l’ex rettore Giuliano Volpe, il cui nome era circolato due settimane fa e che era apparso disponibile al ruolo in quota AVS.
Serpeggia un malumore sotterraneo. Solo 4 consiglieri, tra cui Mino Di Chiara, i due pentastellati Francesco Strippoli e Giovanni Quarato e uno non appartenente ai 7 riottosi, erano pronti a staccare la spina. Tutti gli altri hanno preso una decisione di pancia.
“Appariamo come quelli che pensano solo alla pagnotta. Non è giusto. Voterò caso per caso. Avevamo chiesto il Personale e la Polizia Locale, Luigi Iorio rappresenta solo se stesso”, osserva un sempre schietto Mino Di Chiara.










