La nomina della nuova direttrice generale dell’Asl di Foggia, Tiziana Dimatteo, rappresenta per molti professionisti della sanità provinciale un’occasione per voltare pagina. È questo il senso della lettera aperta inviata dal Movimento “Infermieri di Capitanata”, guidato da Angelo Riky Del Vecchio, infermiere magistrale e giornalista, che ha scelto di rivolgersi pubblicamente alla nuova manager per evidenziare una serie di criticità che, secondo i firmatari, da anni penalizzano il personale sanitario non medico.
Nel documento viene ricordato come il nuovo incarico arrivi in una fase particolarmente delicata per l’Azienda sanitaria foggiana, chiamata ad affrontare un disavanzo economico di circa 78 milioni di euro e una complessa riorganizzazione dell’assistenza sanitaria sul territorio.
Le richieste sulla trasparenza dei concorsi
Tra i temi più sentiti emerge quello della trasparenza amministrativa. I professionisti chiedono chiarimenti sul concorso interno per il cambio di profilo professionale conclusosi nel novembre 2025.
Secondo il Movimento sarebbe necessario pubblicare integralmente le graduatorie degli ammessi e degli esclusi, indicando nomi, cognomi e motivazioni delle eventuali esclusioni, così da garantire piena trasparenza sull’intera procedura.
Buoni pasto, stipendi e uffici amministrativi
Nella lettera vengono evidenziate anche problematiche legate alla gestione amministrativa dell’azienda.
I firmatari denunciano infatti persistenti incertezze sui buoni pasto, presunte anomalie nelle trattenute stipendiali e difficoltà nel rapporto con gli uffici amministrativi, descritti come spesso difficilmente raggiungibili sia telefonicamente che attraverso la posta elettronica certificata.
Coordinatori infermieristici e valorizzazione delle competenze
Un altro capitolo riguarda l’organizzazione interna e la valorizzazione delle professioni sanitarie.
Gli infermieri chiedono il riconoscimento del tempo di vestizione e sollecitano la pubblicazione del concorso per coordinatori infermieristici. Contestano inoltre il ricorso a nomine che, secondo quanto sostenuto nella lettera, verrebbero effettuate direttamente da dirigenti medici senza procedure selettive specifiche.
Secondo il Movimento è necessario valorizzare maggiormente le competenze acquisite dagli infermieri attraverso lauree magistrali e master di coordinamento, consentendo loro di ricoprire ruoli gestionali e organizzativi.
Le criticità su trasferimenti e Case della Comunità
Tra le questioni segnalate figura anche quella dei trasferimenti del personale. I firmatari contestano spostamenti ritenuti immotivati, soprattutto nei confronti di giovani neoassunti, che a loro avviso dovrebbero avvenire soltanto attraverso procedure trasparenti e motivate.
Viene inoltre affrontato il tema delle Case della Comunità previste dal Decreto Ministeriale 77 del 2022. Secondo il Movimento, molte delle strutture oggi attive sarebbero ancora lontane dal modello organizzativo immaginato dalla riforma e rischierebbero di funzionare come semplici poliambulatori.
Emergenza-Urgenza e futuro della sanità territoriale
Particolare attenzione viene dedicata anche al sistema di Emergenza-Urgenza, che secondo gli infermieri necessiterebbe di un profondo potenziamento alla luce dei recenti trasferimenti di personale e dei numerosi pensionamenti che hanno interessato il comparto medico.
Pur esprimendo apprezzamento per il lavoro svolto dalla Direzione delle Professioni Sanitarie, il Movimento ritiene indispensabile una svolta più ampia che punti su meritocrazia, innovazione organizzativa e netta separazione delle competenze professionali.
L’appello alla nuova direttrice generale
Nelle conclusioni della lettera, gli infermieri chiedono alla nuova direttrice generale di inaugurare una stagione diversa rispetto al passato, fondata sulla valorizzazione delle competenze, sulla riduzione delle interferenze politiche e sul rispetto dei diritti contrattuali dei lavoratori.
L’obiettivo dichiarato è quello di contribuire alla costruzione di una sanità più efficiente e vicina ai cittadini, nella convinzione che il rafforzamento del ruolo delle professioni sanitarie possa tradursi in una migliore qualità dell’assistenza e in una riduzione dei tempi di attesa per i pazienti.











