Il coordinamento Capitanata per la Pace insieme ad altri attivisti pro Pal si è dato appuntamento in Corso Garibaldi e si è recato dal prefetto di Foggia, Paolo Grieco per rivolgere al ministro degli Esteri Antonio Tajani la richiesta a compiere interventi diplomatici più forti e decisi per la liberazione di Dina Alberizia, Nico Centrone e di tutte le persone del Land Convoy – Global Sumud Flotilla Official.
Leonarda “Dina” Alberizia, è un’attivista italiana per i diritti umani e la solidarietà internazionale, originaria di Foggia ma residente da anni ad Albugnano in provincia di Asti. A Foggia vive ancora il fratello, che insieme al professor Giuseppe La Porta è salito in Prefettura. Docente e pensionata Dina è nota per il suo impegno a favore della popolazione palestinese e in varie iniziative umanitarie. Come si sa ha partecipato al convoglio umanitario internazionale Global Sumud Flotilla, diretto verso Gaza attraverso il Nord Africa. A maggio 2026 è stata fermata in Libia insieme ad altri attivisti mentre il gruppo cercava di ottenere il passaggio verso il valico di Rafah. Alberizia e l’altro attivista italiano Domenico Centrone risultano ancora trattenuti a Bengasi, mentre la diplomazia italiana segue il caso, ma senza una reale forza di cambiamento dello stato delle cose.
Il professor Antonio Dembech ha sottolineato quanto in Puglia e nella provincia italiana, a differenza delle grandi città in cui si è affermato il movimento No Kings, la sensibilità sui temi del genocidio a Gaza si sia in parte affievolita. “I cittadini sono disorientati dai mille rivoli che ha preso il conflitto. Sui social c’è molto populismo, ci si è incattiviti. Anche contro Dina vale la logica del se l’è andata a cercare”.










