Un’organizzazione specializzata negli assalti ai bancomat mediante l’utilizzo delle cosiddette “marmotte”, ordigni esplosivi inseriti negli sportelli automatici per farli saltare e impossessarsi del denaro contenuto all’interno, è finita nel mirino della Procura della Repubblica di Foggia. Il giudice per le indagini preliminari ha disposto la custodia cautelare in carcere per sette persone, residenti in particolare tra Orta Nova e Ordona, ritenute coinvolte in due distinti episodi avvenuti a Quarrata, in provincia di Pistoia, e a Vallata, in provincia di Avellino.
I due colpi contestati dagli investigatori
Il primo episodio risale alla notte del 17 gennaio 2026, quando venne preso di mira lo sportello automatico della filiale della Banca Alta Toscana Credito Cooperativo di Quarrata. Secondo la ricostruzione contenuta nell’ordinanza, due uomini travisati raggiunsero il bancomat e inserirono due ordigni esplosivi all’interno dello sportello, provocandone l’esplosione e riuscendo a impossessarsi di circa 29mila euro in contanti prima di fuggire.
Il secondo assalto è invece avvenuto il 12 marzo 2026 a Vallata, in provincia di Avellino, ai danni di una filiale Bper. Anche in questo caso i malviventi agirono con la tecnica della “marmotta”. L’azione però non raggiunse pienamente l’obiettivo e viene contestato il tentato furto aggravato, oltre alla detenzione e al porto di esplosivi.
Le intercettazioni e il ruolo degli indagati
L’indagine si fonda su immagini di videosorveglianza, tracciamenti Gps, sequestri, pedinamenti e numerose intercettazioni telefoniche. Per il colpo di Quarrata gli investigatori attribuiscono un ruolo centrale a Ivan Ameri, 20 anni, ritenuto il capo già beccato per altri assalti, Enea Dervishi, Andrea Cordisco e Gaetano Lopes.
Particolarmente rilevanti, secondo il gip, sarebbero alcune conversazioni captate dopo l’assalto e il ritrovamento di parte del denaro sottratto all’interno dell’autovettura utilizzata dagli indagati. Le intercettazioni avrebbero inoltre consentito di ricostruire i movimenti del gruppo nelle ore immediatamente precedenti e successive al colpo.
Per l’assalto di Vallata, invece, le accuse riguardano principalmente Michele Montesano, Denis Cara e Raffaele Cara. Le indagini avrebbero documentato preparativi, acquisto di materiali riconducibili agli ordigni esplosivi e la presenza di veicoli utilizzati per raggiungere e lasciare il luogo del tentato assalto.
Il rischio di nuovi colpi
Nell’ordinanza il giudice evidenzia come le modalità operative adottate dagli indagati dimostrino una particolare organizzazione e una significativa capacità criminale. Viene sottolineato il rischio concreto di reiterazione dei reati, considerata la pianificazione dei colpi, la disponibilità di mezzi, esplosivi e veicoli e la scelta di operare lontano dai luoghi di residenza per rendere più difficoltosa l’identificazione.
Secondo il gip, soltanto la custodia cautelare in carcere appare adeguata a fronteggiare il pericolo di nuove azioni criminali analoghe, escludendo misure meno afflittive.
Chi sono gli arrestati
La misura cautelare in carcere è stata applicata nei confronti di Ivan Ameri, residente a Borgo Mezzanone, Enea Dervishi, Andrea Cordisco, Michele Montesano, Raffaele Cara e Denis Cara, tutti residenti tra Orta Nova e il Foggiano, oltre a Gaetano Lopes. Il provvedimento è stato firmato dal gip del Tribunale di Foggia il 3 giugno 2026.










