Nuovo sviluppo nell’inchiesta che da mesi scuote Pugliapromozione, l’agenzia regionale per il turismo della Regione Puglia. La Guardia di finanza, coordinata dalla Procura della Repubblica di Bari, ha eseguito un sequestro preventivo per oltre 1,3 milioni di euro nei confronti di tre persone indagate per peculato.
Il provvedimento rappresenta il terzo filone investigativo dell’inchiesta e riguarda presunti stipendi e compensi fuori busta che sarebbero stati corrisposti a dirigenti e funzionari dell’ente.
Chi sono gli indagati
Il sequestro interessa il responsabile dell’Ufficio pagamenti di Pugliapromozione, Vito Mastrorosa, per circa 1,2 milioni di euro, l’addetto all’ufficio paghe Nicola Lattarulo, per circa 81mila euro, e l’attuale direttore generale Luca Scandale, per circa 77mila euro.
Secondo gli investigatori, Scandale sarebbe coinvolto in relazione ad alcune presunte autorizzazioni di pagamenti fuori busta destinati all’ex direttore generale di origini foggiane Matteo Minchillo, nel frattempo deceduto.
L’ipotesi degli investigatori
Al centro dell’indagine vi sarebbe un presunto sistema utilizzato per anni all’interno dell’agenzia regionale. Secondo la ricostruzione della Procura, tra il 2017 e il 2023 sarebbero stati sistematicamente distratti fondi pubblici attraverso stipendi, indennità e compensi ritenuti non dovuti o comunque eccedenti rispetto alle mansioni svolte e agli inquadramenti contrattuali.
Le verifiche svolte, anche con la collaborazione della stessa Pugliapromozione, avrebbero consentito di individuare emolumenti definiti dagli investigatori “totalmente ingiustificati” e “macroscopicamente eccedenti” rispetto a quelli spettanti.
Oltre 2,5 milioni di euro sottratti
Secondo l’accusa, gli indagati avrebbero messo in atto un vero e proprio metodo che avrebbe consentito di appropriarsi di oltre 2,5 milioni di euro di denaro pubblico.
Le somme, sempre secondo la Procura, sarebbero state utilizzate per finalità esclusivamente personali e familiari.
L’indagine complessiva ha portato finora alla contestazione di reati nei confronti di 13 persone, tra cui quattro pubblici ufficiali, tutti raggiunti da misure di sequestro patrimoniale.
I precedenti sequestri
Il nuovo provvedimento si inserisce in una lunga attività investigativa già avviata negli anni scorsi.
Nel dicembre 2024 era stato disposto un primo sequestro che aveva coinvolto alcuni familiari di Minchillo e altri soggetti ritenuti beneficiari delle somme contestate.
Successivamente, nel 2025, era stato eseguito un ulteriore sequestro per circa 800mila euro nei confronti del figlio dell’ex direttore generale, Michele Minchillo, giovane chef stellato foggiano, della figlia Laura, della moglie Sandra Garau e dello stesso Mastrorosa.
L’ipotesi di riciclaggio e reimpiego
Gli investigatori ritengono inoltre che alcuni familiari e soggetti privati coinvolti nell’inchiesta abbiano contribuito a occultare la provenienza delle somme ricevute, reimpiegandole successivamente in attività economiche e nell’acquisto di beni strumentali.
Le accuse restano al momento allo stato di contestazione e dovranno essere vagliate nelle successive fasi del procedimento giudiziario.










