Una nuova maxi-rissa nel cuore del quartiere ferrovia riaccende tensioni e paure tra i residenti della zona. L’episodio, avvenuto intorno alle 21.30 in via Monfalcone, avrebbe visto il coinvolgimento di più persone e l’utilizzo di oggetti contundenti, riportando ancora una volta il tema sicurezza al centro del dibattito cittadino.
A denunciare la situazione è il gruppo “Difendiamo il quartiere ferrovia di Foggia”, che attraverso un lungo comunicato parla di un clima ormai “insostenibile” tra via Monfalcone, via Podgora e viale XXIV Maggio, aree da tempo interessate – secondo quanto riportato – da risse, aggressioni, bivacchi, consumo di alcol in strada e degrado urbano.
“Non è un fatto isolato”
Nel documento i residenti sottolineano come gli episodi di violenza non rappresentino casi sporadici ma facciano parte di una sequenza ormai continua.
“Non è un fatto isolato. Non è una triste coincidenza. Non è una semplice percezione”, si legge nella nota.
Il gruppo richiama anche precedenti episodi avvenuti negli ultimi mesi, compresa una maxi-rissa verificatasi nel settembre 2025 tra via Podgora e via Monfalcone e altri momenti di tensione documentati nei giorni scorsi nei pressi della Madonna della Croce, mentre erano presenti anche bambini in uscita dal catechismo.
L’accusa: “Sempre gli stessi volti”
Tra le preoccupazioni espresse dai residenti vi è anche il fatto che nelle segnalazioni e nei video comparirebbero spesso le stesse persone già coinvolte in episodi precedenti.
Secondo quanto riportato nel comunicato, molti cittadini denunciano il mancato rispetto dell’ordinanza anti-alcol, la presenza costante di bottiglie e rifiuti sui marciapiedi, bivacchi quotidiani e mercatini abusivi.
“Il tratto di via Monfalcone tra viale XXIV Maggio e via Podgora viene ormai evitato da molti residenti. Non per pregiudizio, ma per paura”, scrive il gruppo.
Annunciata una mobilitazione
Dopo l’ennesima rissa, il comitato annuncia ora una nuova fase di mobilitazione. Da domani pomeriggio, spiegano i residenti, cittadini e famiglie torneranno a presidiare pacificamente le strade del quartiere per “riappropriarsi” degli spazi pubblici e lanciare un messaggio alle istituzioni.
Contestualmente verrà predisposto un esposto alla Procura della Repubblica e sarà inviato un dossier anche al Ministero dell’Interno per rappresentare “la reiterazione delle maxi-risse, gli episodi di violenza, i bivacchi e il senso diffuso di insicurezza”.
“Non è una battaglia contro gli immigrati”
Nel comunicato il gruppo tiene però a precisare che la protesta non è rivolta contro gli stranieri presenti in città.
“Le persone che si rendono protagoniste di episodi di violenza infangano anche il nome dei tanti cittadini stranieri perbene che vivono e lavorano onestamente a Foggia”, spiegano i residenti. “Il problema non è la provenienza: è l’illegalità reiterata”.
Il gruppo chiede inoltre che vengano applicati con rigore tutti gli strumenti previsti dalla legge nei confronti di chi commette reati, compresi eventuali provvedimenti di espulsione nei casi consentiti dalla normativa vigente.
L’appello alle istituzioni
Nella parte finale del comunicato arriva anche un invito diretto alle istituzioni locali.
“Veniteci incontro”, scrive il gruppo “Difendiamo il quartiere ferrovia di Foggia”, lamentando distanza e silenzio da parte della politica rispetto a una situazione ritenuta ormai fuori controllo.
“Non si può lasciare che a parlare siano soltanto i residenti”, si legge ancora nel documento. “Qui nessuno vuole fare guerra a nessuno: si chiede ascolto, presenza e legalità”.






