L’ex sindaco di Manfredonia Angelo Riccardi torna ad attaccare l’amministrazione guidata da Domenico La Marca sul fronte delle politiche culturali cittadine. In un lungo post pubblicato sui social, Riccardi parla di una “cultura degli annunci”, accusando Palazzo San Domenico di privilegiare la vetrina mediatica rispetto alla costruzione di una strategia culturale concreta e duratura.
Le critiche sugli eventi e sui fondi pubblici
Nel mirino dell’ex primo cittadino finiscono le recenti iniziative promosse dall’amministrazione comunale, dalle candidature simboliche ai grandi cartelloni estivi. Riccardi cita i progetti legati alle stele daunie verso il riconoscimento UNESCO, la candidatura di Manfredonia a Capitale italiana della Cultura, Città che legge e Capitale italiana del Libro, sostenendo che dietro questi annunci manchi però una reale solidità strutturale.
Secondo Riccardi, la cultura “non si misura con gli slogan, ma con musei aperti, biblioteche vive, archivi accessibili e luoghi identitari protetti”. L’ex sindaco punta poi il dito contro le risorse investite nel Manfredonia Festival 2025, che prevede oltre cento eventi gratuiti tra maggio e ottobre. Nel post viene citata una cifra di 174mila euro impegnata per il cartellone estivo, definita “mai spesa negli ultimi quindici anni per una programmazione estiva”.
Riccardi parla apertamente di “frittura mista”, sostenendo che un elevato numero di appuntamenti non equivalga automaticamente a una vera politica culturale.
Il caso del Museo del Mare
La parte più dura dell’intervento riguarda però la vicenda del Museo del Mare, considerato dall’ex sindaco uno dei principali presìdi culturali identitari della città. Riccardi ricorda il lavoro svolto negli anni dal Centro Cultura del Mare e dal professor Giovanni Simone, tra reperti marinari, attività con scuole e università e migliaia di visitatori registrati.
Secondo quanto riportato nel post, il museo sarebbe stato costretto a lasciare i locali di viale Miramare per consentire i lavori finanziati dal PNRR nell’edificio scolastico dell’Istituto Alberghiero “Michele Lecce”. Riccardi sostiene che l’associazione abbia chiesto chiarimenti già dal 2023, senza ricevere risposte adeguate su tempi, trasferimento e nuova collocazione dei reperti.
“Non si può invocare l’UNESCO e non sapere dove mettere un museo”
Nel suo intervento, Riccardi evidenzia quella che definisce una forte contraddizione politica. “Non si può invocare l’UNESCO e poi non sapere dove mettere un museo”, scrive, accusando l’amministrazione di utilizzare la cultura come “etichetta”, salvo poi considerarla un ingombro quando servono programmazione e responsabilità.
L’ex sindaco richiama anche le dichiarazioni rilasciate in passato dal sindaco La Marca sul valore del Museo del Mare e sulla volontà di trovare una soluzione condivisa con la Provincia. Una soluzione che, secondo Riccardi, a oggi non sarebbe ancora arrivata.
L’appello finale
Nella parte conclusiva del post, Riccardi invita l’amministrazione a trovare una sede “dignitosa e importante” per il Museo del Mare, proponendo anche il recupero di locali scolastici oggi sottoutilizzati a causa della riduzione della popolazione studentesca.
“La città non ha bisogno di altri proclami”, conclude l’ex sindaco. “Ha bisogno di amministratori capaci di distinguere un manifesto da una politica culturale”.













