L’installazione dei nuovi cassonetti intelligenti a Foggia apre il dibattito politico e ambientale in città. A sollevare perplessità è Europa Verde Foggia, che attraverso un comunicato diffuso dopo un sopralluogo in via Gramsci parla di “un passo avanti, ma con troppe ombre da chiarire”.
L’associazione riferisce di aver seguito da vicino le prime fasi dell’installazione dei contenitori annunciati da AMIU, confrontandosi anche con i facilitatori ambientali presenti sul posto e con il direttore tecnico Vincenzo Gadaleta e il direttore Antonicelli.
“Ridotti del 42% rispetto al progetto iniziale”
Uno dei punti contestati riguarda i numeri del progetto.
Secondo Europa Verde, il piano originario finanziato con 2 milioni di euro nell’ambito del PNRR Ambiente prevedeva 250 postazioni con quattro frazioni ciascuna, per un totale di mille cassonetti intelligenti.
La città ne riceverà invece 584 distribuiti su 146 postazioni.
Nel comunicato si ricorda che la riduzione sarebbe legata all’aumento dei costi delle materie prime dopo il conflitto in Ucraina, ma l’associazione sottolinea come il risultato finale comporti “una fornitura ridotta di quasi il 42% rispetto alle previsioni iniziali”.
“Ritardi e differenziata ancora al 30%”
Europa Verde punta inoltre l’attenzione sui tempi del progetto, parlando di “oltre due anni di ritardo rispetto al cronoprogramma originario”.
Secondo l’associazione, il rallentamento avrebbe inciso anche sui risultati della raccolta differenziata cittadina, “ancora ferma intorno al 30%, ben lontano dagli obiettivi di legge”.
Le criticità segnalate
Nel sopralluogo sarebbero emerse anche criticità tecniche e di accessibilità.
In particolare viene contestato il sistema di apertura dei cassonetti, attivato tramite una leva da premere con il piede. Una soluzione che, secondo Europa Verde, potrebbe rappresentare una barriera per anziani, persone con difficoltà motorie o cittadini in carrozzina.
“Una barriera che poteva essere evitata adottando soluzioni già in uso in altre città italiane”, si legge nel documento.
L’associazione chiede quindi ad AMIU e all’amministrazione comunale se sia prevista una revisione del sistema.
Dubbi anche sul posizionamento
Altre osservazioni riguardano il posizionamento di alcune postazioni in via Gramsci, collocate — secondo Europa Verde — su strisce blu e davanti agli ingressi di abitazioni private, nonostante la presenza di tratti di muro cieco poco distanti che avrebbero consentito soluzioni “meno impattanti”.
Segnalate infine difficoltà nel conferimento di materiali di dimensioni medio-grandi a causa delle griglie sommitali dei contenitori aperti.
La richiesta di confronto pubblico
Pur riconoscendo “il valore dello strumento” e apprezzando la presenza dei facilitatori ambientali, Europa Verde chiede ora un confronto pubblico con Comune e AMIU sui criteri di posizionamento e sulle modalità di funzionamento dei cassonetti.
“Una città più pulita si costruisce insieme ai cittadini, non davanti a loro”, conclude il comunicato.












