Un battaglione di paracadutisti per fermare il racket dei furti d’auto a Cerignola. È la proposta lanciata da Roberto Vannacci, leader del movimento “Futuro nazionale”, intervenuto sul tema sicurezza in uno dei territori più colpiti dal fenomeno delle auto rubate e smontate.
L’ex generale, che ha recentemente inaugurato una sede del suo partito proprio a Cerignola, ha rilanciato l’idea dell’utilizzo dell’Esercito in chiave operativa contro la criminalità locale. Ma sul punto pesa già il precedente stop arrivato nei mesi scorsi dalla Prefettura di Foggia.
La proposta di Vannacci
In un video diffuso nelle ultime ore, Vannacci ha sostenuto che l’impiego dei militari nella sicurezza interna dovrebbe essere più dinamico rispetto ai tradizionali servizi di presidio fisso.
“Inutile tenere soldati a presidiare posti fissi”, afferma il leader politico. “Io immaginerei un ruolo molto più dinamico. Un battaglione di paracadutisti che va a Cerignola a sgominare tutto il racket dei furti delle auto”.
Il riferimento è alla lunga emergenza criminale che da anni interessa Cerignola, considerata una delle capitali italiane del traffico illecito di veicoli e pezzi di ricambio.
Il precedente dell’operazione “Strade Sicure”
L’impiego dell’Esercito in città non sarebbe comunque una novità. Già nel 2013 furono inviati militari nell’ambito dell’operazione “Strade Sicure”, senza però riuscire a fermare il fenomeno dei furti e delle auto cannibalizzate.
Secondo i dati riportati negli ultimi mesi dall’amministrazione comunale, nel solo 2025 la polizia locale avrebbe rinvenuto circa 700 carcasse di auto rubate.
Il sindaco Francesco Bonito ha più volte denunciato anche la carenza di organico della polizia municipale, composta da circa trenta agenti per un territorio tra i più estesi d’Italia.
Il no del prefetto di Foggia
A febbraio era stata la vicesindaca Teresa Cicolella, esponente del Pd, a chiedere ufficialmente l’invio dei soldati dopo una serie di furti che avevano colpito abitazioni, scuole e attività commerciali.
La richiesta venne però respinta dal prefetto di Foggia Paolo Giovanni Grieco, che spiegò come il personale militare disponibile fosse già impiegato in aree considerate prioritarie dal punto di vista dell’ordine pubblico, in particolare la zona della stazione di Foggia e Borgo Mezzanone.
Le recenti operazioni contro il racket
Nel frattempo le forze dell’ordine continuano a contrastare il fenomeno attraverso indagini e operazioni mirate.
Solo pochi giorni fa un’inchiesta coordinata dalla Procura di Trani ha portato all’arresto di 25 persone accusate di far parte di una rete dedita alla ricettazione e al riciclaggio di auto rubate.
Nonostante le operazioni repressive, il fenomeno dei furti d’auto e dello smontaggio illecito dei veicoli continua però a rappresentare una delle principali emergenze criminali del territorio cerignolano.











