Duro attacco del segretario regionale del Pd Puglia e consigliere regionale Domenico De Santis contro il decreto del Governo sulla riforma della Medicina Generale e della Pediatria di libera scelta.
Secondo De Santis, il cosiddetto “decreto Schillaci” rappresenterebbe “un progetto inadeguato e inaccettabile”, destinato a scontentare medici, sindacati e cittadini.
“Materia già regolata dagli accordi”
Nel mirino del dirigente dem c’è soprattutto il metodo utilizzato dal Governo.
“La politica entra a gamba tesa su un campo in cui vigono altre regole”, sostiene De Santis, riferendosi ai rapporti costruiti negli anni attraverso accordi sindacali e confronti con l’Ordine dei Medici.
Per il segretario del Pd Puglia, imporre vincoli legislativi in una materia già regolata dalla contrattazione rappresenterebbe un precedente pericoloso che rischia di ridimensionare il ruolo dei sindacati e delle tutele dei lavoratori.
“Oggi tocca ai medici di medicina generale e ai pediatri di libera scelta, domani chissà”, afferma.
Il nodo delle Case di comunità
De Santis contesta anche il merito della riforma, sostenendo che l’Accordo collettivo nazionale della Medicina Generale contenga già strumenti sufficienti per garantire la presenza dei medici nelle Case di comunità e nei presidi territoriali.
Secondo il consigliere regionale, in Puglia sarebbe sufficiente applicare quanto previsto dall’Accordo integrativo regionale siglato nel maggio 2025.
“Bisogna portare a compimento il processo di riorganizzazione della medicina generale insieme alle organizzazioni sindacali”, spiega, “senza disconoscere quanto già condiviso e sottoscritto”.
“La Regione sta con i medici di famiglia”
Nel suo intervento, De Santis ribadisce il sostegno della Regione Puglia ai medici di famiglia e ai pediatri di libera scelta, sottolineando l’importanza della concertazione per affrontare il tema della medicina territoriale.
Secondo il segretario del Pd pugliese, la riforma proposta dal Governo Meloni rischierebbe invece di generare ulteriori tensioni in un settore già alle prese con carenze di personale e criticità organizzative.









