Il caso Garlasco torna a scuotere l’opinione pubblica italiana e al centro del nuovo terremoto investigativo finisce anche la voce di Donatella Curtotti, prorettrice dell’Università di Foggia e tra le massime esperte italiane di scienze investigative, intervenuta ieri sera in collegamento nella trasmissione “Real Politik” su Rete 4.
La docente foggiana ha commentato gli sviluppi clamorosi emersi nelle ultime ore nell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi, dopo la diffusione degli stralci di una intercettazione ambientale che coinvolgerebbe Andrea Sempio, oggi unico indagato nel nuovo filone investigativo aperto dalla procura di Pavia.
Il “soliloquio” di Sempio e il nuovo scenario
Secondo quanto emerso dalle agenzie e dagli atti dell’inchiesta, gli investigatori avrebbero captato alcune conversazioni registrate nell’auto di Sempio nell’aprile dello scorso anno. Frasi considerate centrali dagli inquirenti perché farebbero riferimento ai video intimi tra Chiara Poggi e Alberto Stasi, ma soprattutto a un presunto rifiuto ricevuto dalla giovane.
“Ho visto il video di Chiara e Alberto”, avrebbe detto Sempio in uno dei passaggi riportati dagli investigatori. Poi il riferimento a una telefonata e a un approccio respinto: “Lei mi ha messo giù… l’interesse non era reciproco”.
Elementi che, secondo la procura di Pavia, si inserirebbero in una nuova ricostruzione del delitto del 13 agosto 2007, diversa da quella che ha portato alla condanna definitiva di Alberto Stasi, l’ex fidanzato della vittima che sta terminando di espiare una pena a 16 anni di carcere.
Curtotti: “Adesso il quadro cambia”
Nel corso della trasmissione Mediaset, Donatella Curtotti ha sottolineato il peso potenzialmente decisivo delle nuove intercettazioni.
“Può cambiare moltissimo. Sino ad oggi non avremmo chiesto la revisione ma con questa intercettazione le cose cambiano”, ha spiegato la docente dell’Università di Foggia.
Curtotti ha evidenziato come gli elementi investigativi emersi fino a questo momento fossero, a suo giudizio, troppo deboli per sostenere un’istanza di revisione del processo Stasi.
“L’indagine fino ad oggi ha lavorato su tracce vecchie e che io non avrei mai usato per una istanza di revisione. Tutti elementi molto deboli e che non reggono”, ha dichiarato.
La prorettrice ha però invitato alla prudenza, soffermandosi su un dettaglio ritenuto fondamentale nelle analisi investigative: il tono della voce e il contesto reale delle frasi intercettate.
“Sull’intercettazione ricordo che non conosciamo i contenuti. È fondamentale anche la più piccola inflessione rispetto a quello che vediamo scritto su un foglio”, ha aggiunto.
“Bisogna capire il tono e la spiegazione”
Secondo Curtotti, sarà determinante comprendere non solo il testo delle parole attribuite a Sempio, ma anche il modo in cui sarebbero state pronunciate e la contestualizzazione complessiva.
“L’elemento di oggi mi fa pensare, ma bisogna capire se questi stralci sono veri, se il tono corrisponde a quello che è scritto e quale sarà la spiegazione di Sempio”, ha osservato.
Parole che si inseriscono in una giornata definita cruciale dagli osservatori del caso Garlasco. Gli investigatori contestano infatti a Sempio un omicidio aggravato da crudeltà e motivi abietti, ipotizzando un’aggressione nata dopo il rifiuto della ragazza.
La posizione della difesa Stasi
Sempre a “Real Politik” è intervenuta anche Giada Bocellari, legale di Alberto Stasi, che ha definito “agghiacciante” il contenuto delle intercettazioni, nel caso in cui fosse confermato.
“Se il testo delle intercettazioni di Andrea Sempio fosse confermato, sarebbe agghiacciante e a quel punto l’obiettivo sarebbe quello di tirar fuori dal carcere Alberto Stasi il prima possibile”, ha dichiarato.
La legale ha inoltre aperto alla possibilità di una richiesta di revisione del processo.
“Qualche tempo fa ho detto che non l’avremmo chiesta, ma se il quadro indiziario fosse solido e ci fossero intercettazioni di questo tipo, allora il quadro probabilmente cambierebbe molto”.
Verso la chiusura dell’inchiesta
Nel frattempo la procura di Pavia si avvicina alla chiusura della nuova inchiesta. Oltre alle intercettazioni, tra gli elementi richiamati dagli investigatori figurano le analisi genetiche sul Dna repertato sotto le unghie di Chiara Poggi e nuovi approfondimenti tecnico-scientifici sulla scena del crimine.
Sempio, assistito dagli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia, si è avvalso della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio in procura, ma la difesa sostiene che l’indagato sarebbe “in grado di spiegare quelle captazioni”.
Intanto il caso Garlasco, a quasi vent’anni dal delitto, torna ancora una volta al centro del dibattito nazionale, tra nuovi scenari investigativi, possibili richieste di revisione e interrogativi che sembravano ormai chiusi dalla sentenza definitiva. Guarda la puntata









