Si chiude con una bocciatura unanime la partita sulla consulenza di Michele Emiliano alla Regione Puglia. La Terza Commissione del Consiglio superiore della magistratura ha respinto la proposta avanzata dal governatore Antonio Decaro, mettendo di fatto la parola fine all’ipotesi di affidare all’ex presidente della Regione un incarico sulle crisi industriali di Taranto.
Come riportato da La Gazzetta del Mezzogiorno, la decisione è maturata a Palazzo dei Marescialli alla luce delle norme vigenti e dei precedenti già consolidati, che limitano fortemente la possibilità di collocare magistrati in aspettativa per ruoli operativi all’interno delle istituzioni.
Il nodo del precedente
Al centro delle valutazioni della Commissione, il rischio di creare un precedente: autorizzare un contratto di collaborazione per un magistrato chiamato a svolgere funzioni sostanzialmente dirigenziali avrebbe potuto aprire la strada a richieste analoghe da parte di altri enti territoriali.
Una linea interpretativa che, secondo quanto evidenziato, trova riscontro anche in precedenti orientamenti e approfondimenti della magistratura associata, che invitano alla prudenza su incarichi di questo tipo.
Resta aperta la strada del Senato
Non è però ancora del tutto chiuso il capitolo sul futuro di Emiliano. La Commissione, con un solo voto contrario, ha chiesto al senatore Tino Magni di integrare la richiesta per una consulenza presso la Commissione d’inchiesta sul lavoro con una formale accettazione da parte dello stesso Emiliano.
Si tratta, di fatto, dell’ultima possibilità per evitare il ritorno in magistratura, scenario che lo stesso Emiliano e una parte della magistratura vorrebbero scongiurare.
Verso una nuova decisione
È attesa una nuova riunione per esprimere un parere definitivo sulla richiesta del Senato, che dovrà essere corredata anche dal verbale della Commissione che ha deliberato l’eventuale incarico.
Intanto, sullo sfondo, resta una vicenda che da mesi tiene banco tra politica e magistratura, tra tentativi di mediazione e soluzioni non andate a buon fine.
Il retroscena politico
Come ricostruito sempre da La Gazzetta del Mezzogiorno, la questione nasce dopo il mancato coinvolgimento di Emiliano nelle ultime elezioni regionali e i tentativi successivi di trovare un ruolo istituzionale, prima come assessore e poi come consulente.
In questo contesto si inseriscono anche le recenti dichiarazioni dello stesso Emiliano, che ha parlato di un rapporto complesso con Decaro, pur ribadendo la propria appartenenza politica e il sostegno al governatore.
Una partita che ora si avvia verso l’epilogo, con il possibile ritorno in toga sempre più concreto.











