In Puglia si consuma sempre più suolo agricolo mentre cresce lo spreco alimentare. Un corto circuito che mette in discussione il futuro del sistema produttivo regionale. A lanciare l’allarme è Coldiretti Puglia, in occasione dell’Earth Overshoot Day 2026, la data che segna l’esaurimento delle risorse rinnovabili disponibili per l’anno, fissata per l’Italia al 3 maggio.
Il doppio paradosso tra suolo e sprechi
Secondo l’analisi basata su dati Ispra, in un solo anno in Puglia sono andati persi 818 ettari di suolo naturale, mentre ogni cittadino arriva a buttare circa 70 chili di cibo all’anno. Complessivamente, si superano le 250mila tonnellate di alimenti gettati.
Un dato che evidenzia quello che Coldiretti definisce un “doppio paradosso”: da un lato si riduce la superficie agricola disponibile, dall’altro si continua a sprecare ciò che quella terra produce.
Puglia tra le regioni più colpite
La regione si colloca tra le prime in Italia per perdita di territorio agricolo, con una quota pari all’8,19% di suolo consumato. Una pressione crescente su un comparto già messo alla prova dagli effetti dei cambiamenti climatici e dall’aumento dei costi di produzione.
Secondo Coldiretti, si tratta di una crisi che ha ricadute non solo ambientali, ma anche economiche e sociali. Meno terreno coltivabile significa infatti minore produzione, maggiore dipendenza dalle importazioni e una maggiore vulnerabilità rispetto alle crisi internazionali.
Spreco alimentare e filiera sotto pressione
Allo stesso tempo, lo spreco alimentare finisce per vanificare gli sforzi delle aziende agricole, impegnate a garantire qualità, sicurezza e sostenibilità. Una contraddizione che incide sull’intera filiera e sulla gestione delle risorse.
Il consumo di suolo e lo spreco di cibo rappresentano così due facce della stessa emergenza, che mette a rischio la sicurezza alimentare e la capacità produttiva del territorio.
Le richieste: legge sul suolo e infrastrutture idriche
Per affrontare la situazione, Coldiretti Puglia chiede di accelerare sull’approvazione della legge sul consumo di suolo, attesa da quasi dieci anni, ritenuta fondamentale per tutelare il territorio.
Allo stesso tempo, viene indicata la necessità di investire nella gestione delle risorse idriche, attraverso interventi di manutenzione, risparmio, recupero e riciclo dell’acqua, oltre al potenziamento delle infrastrutture, in particolare invasi e bacini per la raccolta dell’acqua piovana.
Un passaggio ritenuto decisivo per fronteggiare gli effetti dei cambiamenti climatici e sostenere la produttività agricola in una regione sempre più esposta alle criticità ambientali.








