Una mobilitazione per dire no alla guerra e chiedere disarmo, diplomazia e diritti. È la XIII Marcia della pace Emmaus-Amendola, in programma il 10 maggio 2026, che vedrà cittadini, associazioni e realtà del territorio attraversare la Capitanata con un percorso simbolico dalla comunità Emmaus fino all’aeroporto militare di Amendola.
L’iniziativa, promossa dal coordinamento Capitanata per la Pace e dai Comitati per la Pace di Puglia, si inserisce in un contesto internazionale segnato da conflitti e tensioni, con l’obiettivo di riportare al centro il tema della nonviolenza e della cooperazione.
Il significato della marcia: “Il tempo della pace è adesso”
“Il mondo brucia” e “la guerra è sempre un fallimento dell’umanità”: è il cuore dell’appello rivolto ai cittadini, alle famiglie e ai giovani, invitati a partecipare alla marcia come gesto collettivo e politico .
La manifestazione sarà dedicata alle vittime innocenti dei conflitti, in particolare ai bambini, e vuole rappresentare un momento di riflessione ma anche di presa di posizione.
Il percorso fino alla base di Amendola
La partenza è fissata alle 8.30 dalla comunità Emmaus, con un percorso di circa 10 chilometri che porterà i partecipanti fino ai cancelli dell’aeroporto militare di Amendola, con arrivo previsto intorno alle 12.
Una scelta simbolica: Amendola è indicata come uno dei principali centri per il comando dei droni militari e parte integrante del sistema NATO. Proprio per questo, spiegano gli organizzatori, la marcia vuole “interrogare le coscienze” senza alcuna ostilità verso chi vi lavora, ma con l’intento di aprire un dibattito pubblico.
Le richieste: disarmo, diplomazia e diritti
Tra i punti al centro della mobilitazione ci sono il rifiuto della logica del riarmo, la richiesta di una maggiore autonomia dell’Europa nelle scelte di politica estera e il rispetto del diritto internazionale.
Gli organizzatori chiedono anche la riconversione civile delle produzioni belliche, un maggiore impegno degli enti locali nella cooperazione internazionale e investimenti in sanità, istruzione e welfare al posto delle spese militari.
“La nostra arma è la presenza”
“Camminare insieme diventa un atto politico”, sottolineano i promotori, che parlano di una mobilitazione non violenta ma determinata. “La nostra arma è la presenza”, è il messaggio lanciato alla vigilia dell’iniziativa.
L’obiettivo è chiaro: trasformare la Puglia da territorio strategico per operazioni militari a “regione della pace”, capace di promuovere dialogo, giustizia e diritti.
Organizzazione e dettagli logistici
La marcia partirà dalla comunità Emmaus e si concluderà all’aeroporto di Amendola. Previsti servizi bus per il ritorno e collegamenti organizzati da e per Foggia.
Un appuntamento che punta a coinvolgere l’intera comunità, in un momento storico in cui, secondo gli organizzatori, “non si può restare in silenzio”.









