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Home - “Nostro padre un maschilista, non vogliamo più vederlo”. Dolore e coraggio dei figli di Stefania Rago

“Nostro padre un maschilista, non vogliamo più vederlo”. Dolore e coraggio dei figli di Stefania Rago

"Geloso anche dell'aria che si respirava. Mamma non poteva fare niente". Poi l'appello di Jessica e Michael dopo il femminicidio che ha scioccato Foggia: "Abbiate coraggio, parlate con chi vi è vicino"

Di Francesco Pesante
30 Aprile 2026
in Cronaca, Foggia, Immediato TV
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A pochi giorni dal femminicidio di Stefania Rago, uccisa il 23 aprile a Foggia dal marito Antonio Fortebraccio, guardia giurata, i figli Jessica e Michael hanno deciso di parlare pubblicamente per la prima volta. Lo hanno fatto in studio insieme al loro legale, Michele Sodrio raccontando anni di tensioni familiari, gelosia e controllo che – secondo il loro racconto – avrebbero preceduto il tragico epilogo.

Jessica Fortebraccio, 27 anni, è stata la prima a prendere la parola, raccontando l’incontro con il padre dopo l’arresto.

“Non mi è sembrato dispiaciuto”

“Ho trovato un papà che non mi sarei mai aspettata di vedere – ha detto – non mi sembrava affatto dispiaciuto. Questo mi ha fatto capire tanto della persona che ho avuto accanto in tutti questi anni”. Parole dure, che segnano una rottura netta: “Una persona del genere non può essere perdonata. Uccidere significa voler annullare l’altro, non merita alcun riavvicinamento”.

Jessica ha parlato di una situazione familiare segnata da atteggiamenti possessivi e controllo costante nei confronti della madre. “Non era libera, non lo è mai stata davvero. Anche quando provava a lavorare o a rendersi autonoma, veniva scoraggiata, abbattuta moralmente”.

Una vita sotto controllo

Nel racconto emergono episodi quotidiani di limitazione e pressione psicologica. Stefania Rago, spiegano i figli, avrebbe rinunciato più volte a esperienze lavorative perché ostacolata dal marito. “Voleva fare la sua vita, ma non le veniva mai concessa piena autonomia”, ha aggiunto Jessica.

La gelosia, secondo quanto riferito, era totalizzante. “Era geloso di tutto, anche dell’aria che respirava. Non poteva fare nulla, nemmeno uscire liberamente o frequentare persone”. Una condizione che, col tempo, sarebbe diventata sempre più soffocante.

Il punto di rottura e la separazione

Secondo quanto raccontato, Stefania Rago aveva deciso di separarsi. “Più volte aveva chiesto il divorzio – hanno spiegato i figli – ma lui non lo accettava”. Nell’ultimo periodo, però, la decisione sembrava definitiva. “Questa volta aveva preso una posizione ferma, voleva essere libera”.

Proprio questa scelta, secondo i familiari, potrebbe aver aggravato la situazione. “Non accettava che lei si rifacesse una vita. Era diventato ossessivo”.

L’appello: “Parlate, non restate sole”

Jessica ha voluto lanciare un messaggio diretto alle donne: “Abbiate coraggio, parlate con chi vi è vicino. Non lasciate passare l’idea che tutto questo sia normale. Non si deve vivere da schiave”.

Un appello che nasce anche da un rimpianto: “Mamma parlava poco, cercava di proteggerci. Ma così si resta soli e il problema non si risolve”.

Il ricordo di Michael: “Ci ha lasciato forza e amore”

A chiudere è stato Michael Fortebraccio, 23 anni, che ha ricordato la madre con parole cariche di emozione. “Era una donna forte, solare. Non faceva mai trapelare ciò che viveva. Noi la ricorderemo per l’amore e la forza che ci ha trasmesso”.

Il giovane ha sottolineato come la famiglia non si aspettasse un epilogo simile. “Non pensavamo mai potesse arrivare a un gesto del genere. Ma c’erano dinamiche difficili, una pressione psicologica costante”.

Il sostegno della città

Durante l’incontro è intervenuto anche l’avvocato Michele Sodrio, che ha evidenziato la vicinanza della città e dell’amministrazione comunale ai due ragazzi. “Foggia si è stretta attorno a loro in maniera straordinaria, con un supporto umano e concreto fondamentale in questo momento”.

I funerali di Stefania Rago si terranno sabato alle 10:30 nella chiesa di San Michele Arcangelo.

Intanto Jessica e Michael promettono impegno: “Lo facciamo per nostra madre e per tutte le donne che vivono queste situazioni. Bisogna trovare il coraggio di cambiare”.

Sabato 2 maggio proclamato il lutto cittadino

Intanto, la sindaca Maria Aida Episcopo ha firmato il decreto per la proclamazione del lutto cittadino il prossimo sabato 2 maggio, giorno in cui avranno luogo i funerali di Stefania Rago.

Una sentita testimonianza di cordoglio e vicinanza ai familiari, e una condivisione del sentimento di profonda commozione dell’intera cittadinanza, che porteranno anche all’esposizione della bandiera della Città di Foggia a mezz’asta nelle sedi comunali nel giorno delle esequie, alla partecipazione del Gonfalone della Città alla cerimonia funebre che si terrà nella chiesa di S. Michele Arcangelo alle ore 10.30, all’esposizione simbolica di un drappo rosso presso Palazzo di Città e all’illuminazione serale sempre di rosso della facciata esterna di Palazzo di Città, alla sospensione di ogni manifestazione pubblica ludico-ricreativa organizzata dall’amministrazione comunale per la durata delle esequie.

Le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado presenti sul territorio comunale sono invitate a favorire momenti di riflessione con gli studenti sul tema della violenza di genere e sul valore del rispetto della vita. Un minuto di raccoglimento verrà osservato nei luoghi di lavoro durante la mattinata, secondo determinazioni autonome, e nella prima seduta utile delle Commissioni Consiliari e della Giunta Comunale.

La cittadinanza è invitata a manifestare il proprio cordoglio in forma autonoma, sospendendo ogni attività lavorativa o sociale in segno di raccoglimento e rispetto, in concomitanza con lo svolgimento delle esequie.

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Tags: Antonio FortebracciocronacafamigliafemminicidioFoggiaJessica FortebraccioMichael FortebraccioStefania Ragotestimonianzeviolenza sulle donne
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