A oltre due settimane dall’omicidio di Dino Carta, il personal trainer ucciso la sera del 13 aprile a Foggia, le indagini restano senza una svolta decisiva, ma emergono nuovi elementi che potrebbero rivelarsi cruciali.
L’ultimo riguarda un fotogramma diffuso dal legale della famiglia, che mostra due figure presenti sulla scena pochi secondi dopo gli spari. L’immagine, registrata alle 21:58 e 55 secondi, ritrae una persona che potrebbe essere una giovane donna, a pochi metri dal luogo dell’agguato e un’altra passare a bordo di uno scooter. L’invito è chiaro: rintracciarla per capire cosa abbia visto in quei momenti concitati.
Gli investigatori continuano a lavorare su più fronti. Al vaglio c’è anche una registrazione audio in cui si sentirebbero alcune voci, tra cui una che potrebbe appartenere alla stessa vittima. Su questo materiale è già stata eseguita una perizia fonica. Intanto prosegue l’analisi delle immagini di videosorveglianza e degli elementi balistici, in particolare del caricatore della pistola che il killer avrebbe perso durante la fuga.
Proprio la fuga è un altro punto chiave. Secondo la ricostruzione, l’assassino si sarebbe allontanato da via Caracciolo percorrendo diverse strade cittadine fino alla zona di via Martiri di via Fani, probabilmente a bordo di una bici elettrica, un dettaglio che potrebbe avergli consentito di muoversi rapidamente senza attirare l’attenzione.
Resta sullo sfondo quella che, al momento, viene considerata la pista privilegiata dagli inquirenti. Una vicenda che affonda le radici nel 2023, quando un uomo precipitò da un’impalcatura durante lavori in corso proprio nei pressi dell’abitazione dei genitori di Dino Carta. Secondo quanto emerso, il 39enne si sarebbe intrufolato nell’edificio prima di cadere nel vuoto.
Nel tempo, alcuni familiari della vittima avrebbero maturato la convinzione che i Carta possano avere avuto un ruolo, diretto o indiretto, in quella morte. Una convinzione mai confermata ma che avrebbe alimentato tensioni e risentimenti. Sui social, negli ultimi mesi, non sono mancati messaggi ambigui, ricordi continui del defunto, iniziative commemorative come palloncini e fuochi d’artificio, segnali che gli investigatori stanno valutando nel quadro complessivo.
Al momento non ci sono indagati ufficiali, ma il lavoro degli inquirenti prosegue senza sosta per chiarire movente e responsabilità. Un delitto che continua a scuotere la città e su cui si cerca ancora una verità.











