“Un altro omicidio ha scosso la nostra città nel giro di poche settimane”. È un messaggio netto e preoccupato quello affidato ai social dalla sindaca di Foggia Maria Aida Episcopo, intervenuta dopo la sparatoria costata la vita a Stefano Bruno.
Un episodio che si inserisce in un contesto già segnato da altri gravi fatti di sangue avvenuti nello stesso mese, tra cui l’omicidio di Dino Carta e il femminicidio di Stefania Rago, alimentando un clima di forte allarme in città.
“Fenomeno ancora presente e feroce”
Secondo quanto evidenziato dalla sindaca, dai primi elementi raccolti l’omicidio Bruno “sembrerebbe maturato in ambienti riconducibili alla criminalità foggiana”. Una circostanza che, se confermata, dimostrerebbe come il fenomeno sia tutt’altro che superato.
“La criminalità foggiana è una delle organizzazioni più ramificate d’Italia”, sottolinea Episcopo, invitando a non considerarla un problema locale ma una questione nazionale.
L’appello al Governo
Nel suo intervento, la prima cittadina lancia un appello diretto alla presidente del Consiglio e al ministro dell’Interno, chiedendo “attenzione concreta e continuativa” per Foggia.
“Le istituzioni devono essere messe nelle condizioni di lavorare. Servono più presenza, più organici, più risorse”, afferma, evidenziando la necessità di rafforzare l’azione dello Stato sul territorio.
Sostegno alle forze dell’ordine
Episcopo ribadisce il sostegno dell’amministrazione al lavoro delle forze dell’ordine e delle istituzioni impegnate nel contrasto alla criminalità, ricordando i risultati ottenuti negli ultimi anni con operazioni che hanno colpito i clan locali.
L’obiettivo, spiega, è evitare che “una recrudescenza del fenomeno criminale” possa vanificare i progressi raggiunti.
“Non cedere alla rassegnazione”
Infine, il messaggio ai cittadini. La sindaca invita la comunità a non arrendersi alla paura e a praticare ogni giorno quella che definisce “antimafia sociale”.
“Rifiutare la connivenza, segnalare, scegliere la legalità” sono indicati come strumenti fondamentali per contrastare il fenomeno e difendere il tessuto sociale della città.
Un appello che arriva in un momento particolarmente delicato per Foggia, chiamata ancora una volta a fare i conti con la violenza e con la necessità di risposte concrete sul fronte della sicurezza.









