Dalle polemiche social alle aule di tribunale. Dopo le contestazioni esplose a Manfredonia in seguito all’esecuzione di “Bella Ciao” durante le celebrazioni del 25 aprile, il direttore della banda cittadina, Giovanni Esposto, ha deciso di procedere per vie legali.
L’incarico all’avvocato Guerra
A formalizzare la decisione è stato l’avvocato Michele Guerra, che ha reso noto di aver ricevuto incarico professionale per la tutela dell’onore, della reputazione e dell’immagine del proprio assistito, in relazione ai fatti successivi alla manifestazione e ai contenuti diffusi sui social network.
Secondo quanto riportato nel comunicato, è già stata avviata un’analisi della documentazione, che comprende pubblicazioni online e commenti ritenuti “apertamente offensivi e denigratori”.
Annunciate querele contro i responsabili
Il legale ha annunciato che verrà depositata una formale querela nei confronti dei soggetti ritenuti responsabili delle condotte lesive. Al centro della vicenda, dunque, non solo la polemica in sé, ma soprattutto i toni e i contenuti utilizzati nel dibattito pubblico.
“La libertà di critica – si legge nel documento – non può mai trasformarsi in aggressione verbale, insulto personale o delegittimazione gratuita”.
“Ha svolto solo il suo ruolo”
Nel comunicato viene sottolineato come Esposto abbia semplicemente svolto il proprio ruolo tecnico e artistico nell’ambito di una manifestazione pubblica, respingendo ogni tentativo di trasformarlo in bersaglio di polemiche ideologiche o politiche.
Viene inoltre evidenziato che l’utilizzo di espressioni gravemente ingiuriose, diffuse attraverso strumenti di comunicazione a larga diffusione, può assumere rilievo sia penale che civile, incidendo direttamente sulla dignità personale e sull’immagine professionale.
Possibili richieste risarcitorie
Oltre all’azione penale, il legale ha fatto sapere che verranno valutate anche eventuali richieste di risarcimento per i danni patrimoniali e non patrimoniali subiti.
Nel documento si auspica infine un ritorno a toni più rispettosi nel confronto pubblico, nel rispetto dei principi di civiltà giuridica e democratica.
La vicenda, nata dopo le celebrazioni del 25 aprile, si sposta ora su un piano giudiziario, con possibili sviluppi nelle prossime settimane.












