È scontro politico a Manfredonia dopo il comunicato del sindaco Domenico La Marca sulla riconversione dell’ex Cara e la ricollocazione dei migranti sul territorio. Un passaggio definito “importante” dal primo cittadino, ma che ha subito innescato una dura reazione da parte delle opposizioni.
Il provvedimento rientra nel percorso avviato dal Governo, condiviso con Prefettura e Regione Puglia, per il superamento dei ghetti, in particolare quello della cosiddetta “pista” di Borgo Mezzanone.
Il piano del Comune e della Prefettura
Nel dettaglio, a fine marzo si è conclusa la gara per la costruzione del nuovo Villaggio di Accoglienza. Contestualmente, la Prefettura ha disposto il trasferimento degli ultimi ospiti presenti nel Cara, distribuendoli in strutture private tra Foggia, Manfredonia, San Giovanni Rotondo e San Marco in Lamis.
A Manfredonia, secondo quanto comunicato dal sindaco, la Caritas diocesana insieme alla cooperativa Alcantara ha dato disponibilità ad accogliere fino a 100 richiedenti asilo provenienti da Pakistan, Bangladesh, Iraq e Siria.
“L’accoglienza non rappresenta soltanto un dovere normativo, ma un’esigenza civile”, ha sottolineato La Marca, invitando a evitare “semplificazioni e contrapposizioni” e richiamando la tradizione della città come luogo di incontro tra culture.
Le critiche: “Mancata trasparenza”
Di segno opposto le reazioni politiche. L’ex candidato sindaco del Movimento 5 Stelle, Raffaele Fatone, punta il dito sul metodo: “Una scelta di tale portata non può essere comunicata a cose fatte. Il rispetto passa dalla trasparenza”.
Sulla stessa linea il consigliere comunale di Forza Italia Ugo Galli, che parla di “sconcerto” e accusa l’amministrazione di aver agito “in assoluto silenzio”, senza informare il Consiglio comunale e la cittadinanza.
Ancora più dura la posizione di Michelangelo Basta di Forza Italia che denuncia “la politica del fatto compiuto” e chiede che il sindaco riferisca immediatamente in aula: “La prima responsabilità di un sindaco è verso i cittadini. Manfredonia meritava di essere informata prima, non dopo”.
Nodo servizi e impatto sul territorio
Tra le principali preoccupazioni sollevate dalle opposizioni, anche la gestione dell’impatto sui servizi locali, dalla sanità ai trasporti, oltre alla richiesta di chiarimenti sui soggetti coinvolti nell’accoglienza e sulle modalità operative.
Dal fronte dell’amministrazione, invece, si insiste sulla necessità di affrontare il fenomeno con responsabilità istituzionale e collaborazione tra enti, in un percorso già definito a livello nazionale e regionale.
Scontro politico aperto
Il tema dell’accoglienza torna così al centro del dibattito cittadino, tra richiami ai valori di solidarietà e accuse di scarsa condivisione.
Mentre il sindaco invita la comunità a “restare umani”, le opposizioni chiedono trasparenza e coinvolgimento, aprendo un confronto che si preannuncia destinato a proseguire anche in Consiglio comunale.











