Il maltempo che da giorni sta colpendo la provincia di Foggia spinge le istituzioni a chiedere interventi urgenti. Il presidente della Provincia, Giuseppe Nobiletti, ha firmato la richiesta di riconoscimento dello stato di calamità naturale, inoltrata alla Regione Puglia e al Presidente del Consiglio dei Ministri.
La richiesta ufficiale dopo l’emergenza
“È un atto di rivendicazione per fotografare concretamente quello che sta accadendo sul nostro territorio”, ha spiegato Nobiletti, sottolineando come il dissesto idrogeologico colpisca una realtà già fragile e soggetta a criticità ricorrenti in caso di forti piogge.
La richiesta arriva dopo giorni di precipitazioni intense che hanno messo in difficoltà l’intero territorio provinciale.
Strade chiuse e viabilità compromessa
Il bilancio, al momento, è pesante. Sono quindici le strade chiuse o parzialmente inagibili, con ponti, attraversamenti e tratti ceduti o allagati. Le criticità si registrano in tutta la Capitanata, dal Gargano ai Monti Dauni, passando per il Tavoliere e il Fortore.
Una situazione che sta causando disagi alla circolazione e preoccupazioni per la sicurezza.
“Risorse inadeguate rispetto al territorio”
Nobiletti ha richiamato l’attenzione sulle dimensioni e sulla complessità della provincia di Foggia, tra le più estese d’Italia con oltre 7mila chilometri quadrati e una rete di circa 3mila chilometri di strade provinciali, oltre a 805 tra ponti e viadotti.
“Le risorse che arrivano dal governo centrale sono del tutto inadeguate rispetto a questa responsabilità”, ha evidenziato, pur riconoscendo l’impegno quotidiano di tecnici e squadre operative.
L’appello per investimenti strutturali
Il presidente della Provincia ha ribadito la necessità di un cambio di passo, chiedendo investimenti certi, programmati e continuativi per la messa in sicurezza del territorio.
“Serve prevenzione, serve programmazione, servono risorse adeguate prima che arrivi l’emergenza”, ha dichiarato, lanciando un appello alle istituzioni nazionali e regionali.
Un invito a intervenire subito, prima che nuove ondate di maltempo possano aggravare ulteriormente una situazione già critica.









