Si accende il dibattito politico sul futuro del ghetto di Borgo Mezzanone e sull’utilizzo delle risorse del PNRR. A intervenire con toni duri è Francesco Strippoli, consigliere comunale di Foggia e referente dell’associazione NOCAP, che boccia senza appello l’ipotesi di installare moduli abitativi sulla pista dell’ex aeroporto.
“Una proposta pericolosa e fuori dalla realtà”
Nel mirino di Strippoli le dichiarazioni dei consiglieri di “Cambia”, Nunzio Angiola e Armando Morelli, che avevano ipotizzato una soluzione urgente con prefabbricati per affrontare l’emergenza abitativa.
Secondo Strippoli si tratta di una visione “bizzarra e pericolosa”, che ignora vincoli urbanistici e rischia di replicare, in forma diversa, le stesse condizioni di degrado già presenti nel ghetto.
“La pista non è un’area urbana e non può ospitare insediamenti abitativi – sottolinea –. Senza servizi essenziali come acqua, fogne ed energia, quei moduli diventerebbero rapidamente nuove baraccopoli”.
“Il PNRR deve smantellare i ghetti, non istituzionalizzarli”
Il consigliere insiste sul principio di fondo: le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza devono servire a superare definitivamente gli insediamenti abusivi, non a trasformarli in strutture formalmente regolari ma sostanzialmente identiche.
“Spostare le persone di pochi metri non risolve la ghettizzazione – afferma –. Si tratta solo di un maquillage che lascia intatte le dinamiche di sfruttamento e isolamento”.
La proposta: accoglienza diffusa e recupero delle borgate
Strippoli rilancia invece il modello dell’accoglienza diffusa, già sostenuto dall’associazione NOCAP, come unica soluzione strutturale.
L’obiettivo è integrare i lavoratori in contesti urbani dotati di servizi, presidi sanitari e reti sociali, sottraendoli al caporalato.
In questo senso, il PNRR rappresenta “un’occasione storica” per recuperare il patrimonio edilizio rurale e riqualificare le borgate, trasformandole in luoghi di inclusione reale.
Appello al Governo
Infine, il consigliere chiede un intervento deciso da parte dello Stato, attraverso i poteri del commissario Falco, per avviare una vera riqualificazione del territorio.
“La scelta non è tra il nulla e una soluzione imperfetta – conclude – ma tra ghettizzazione definitiva e dignità attraverso l’integrazione”.
Il confronto resta aperto, mentre sullo sfondo continua l’emergenza del ghetto di Borgo Mezzanone, simbolo di una crisi sociale e umanitaria che attende ancora una soluzione definitiva.













