Si accende il confronto politico a Foggia sul progetto del pronto soccorso veterinario H24. A intervenire con toni duri è Nunzio Angiola, consigliere comunale e segretario provinciale del movimento “Cambia”, che replica alle posizioni espresse da Francesco Strippoli, puntando il dito contro l’amministrazione guidata dalla sindaca Maria Aida Episcopo.
Secondo Angiola, il progetto sarebbe stato “vergognosamente affossato”, senza una reale motivazione tecnica o amministrativa, ma per una scelta politica che definisce “propagandistica”. Nel mirino del consigliere finiscono anche quelle che ritiene contraddizioni nella posizione di Strippoli.
“Contraddizioni e retromarce”
Angiola contesta innanzitutto il comportamento del consigliere, accusandolo di non aver mantenuto una linea coerente dopo il voto favorevole espresso in aula. “Non basta alzare la mano e poi prendere le distanze – sostiene – la coerenza è il minimo per chi amministra”.
Il consigliere di “Cambia” critica anche l’impostazione dell’amministrazione, ritenuta incapace di proporre soluzioni innovative e limitata, a suo dire, a replicare modelli già sperimentati altrove.
La proposta alternativa
Nel merito, Angiola rilancia una soluzione concreta: l’utilizzo di immobili comunali inutilizzati da destinare, tramite finanza di progetto, a un gruppo di veterinari disponibili a gestire il servizio.
“Esistono beni abbandonati che possono essere valorizzati. La proposta è chiara: metterli a disposizione anche per lunghi periodi, senza gravare sulle casse pubbliche”, spiega.
Proprio sul tema delle risorse, Angiola respinge la tesi delle “casse vuote”, sostenendo che il Comune disponga di fondi, ma scelga di destinarli ad altre priorità.
Il nodo normativo e la replica
Al centro del confronto anche la questione normativa. Strippoli avrebbe richiamato il parere del dirigente comunale Saverio Pio Longo, secondo cui il Comune non avrebbe competenza diretta sulla materia.
Una posizione che Angiola giudica contraddittoria rispetto alla proposta di attivare protocolli di intesa e servizi di reperibilità veterinaria. “Non si possono sostenere due tesi opposte – attacca – e parlare di soluzioni gratuite quando qualcuno, comunque, deve sostenere i costi”.
Uno scontro ancora aperto
Il confronto resta aperto e si inserisce in un dibattito più ampio sul ruolo del Comune nei servizi legati al benessere animale e sulle modalità di intervento dell’ente.
Per Angiola, la proposta resta “concreta e sostenibile”, mentre accusa l’amministrazione di aver perso un’occasione. Dall’altra parte, resta da chiarire se e come la giunta intenda intervenire su un tema che continua a dividere politica e opinione pubblica.










