Foggia rischia di restare ancora una volta ai margini mentre l’Europa ridisegna le politiche di investimento. È il quadro critico tracciato dal consigliere comunale Pasquale Cataneo, che punta il dito contro quella che definisce una paralisi amministrativa capace di far perdere alla città opportunità strategiche, soprattutto sul fronte dell’emergenza abitativa e della pianificazione urbanistica.
Il paradosso dei fondi europei
Il punto di partenza è netto: da un lato i 34,6 miliardi di euro riallocati dall’Unione Europea nell’ambito dei fondi di coesione 2021-2027, con una quota destinata anche all’housing sociale; dall’altro, secondo Cataneo, l’assenza di risposte concrete a livello locale.
Mentre Bruxelles e Roma aprono nuove possibilità di finanziamento, Foggia resta ferma, incapace di intercettare risorse che potrebbero incidere su una crisi abitativa ormai strutturale, tra famiglie in attesa di alloggi e quartieri segnati da degrado e abusivismo.
PUG fermo e Consiglio senza numeri
Tra le criticità segnalate c’è lo stallo sul Piano Urbanistico Generale. La richiesta di un Consiglio comunale monotematico è naufragata per mancanza del numero legale, un episodio che, secondo il consigliere, evidenzia disinteresse verso uno strumento fondamentale per lo sviluppo del territorio.
Un blocco che pesa non solo sul presente, ma soprattutto sulle prospettive future della città, frenando interventi di rigenerazione urbana e pianificazione strategica.
Housing sociale e iter bloccati
Non migliori, secondo Cataneo, le condizioni sul fronte dell’edilizia sociale. Nonostante il via libera del Consiglio comunale sull’interesse pubblico, le procedure risultano ancora ferme.
Sotto accusa anche la delibera di Giunta n. 177 dello scorso luglio, ritenuta non coerente con il Documento Programmatico Preliminare approvato nel 2019, con il rischio di aver rallentato ulteriormente interventi già attesi da anni.
Capitanata ultima in Italia
Il quadro si aggrava guardando ai dati economici: nel 2024 la provincia di Foggia risulta ultima in Italia per reddito familiare. Un dato che fotografa una realtà segnata da disoccupazione elevata, soprattutto tra giovani e donne, e da un progressivo arretramento rispetto ad altri territori pugliesi.
“Mentre il medico studia, l’ammalato muore”, sintetizza Cataneo, denunciando una gestione che, a suo dire, non riesce a trasformare le opportunità in risultati concreti.
Le occasioni mancate
Nel bilancio critico del consigliere emergono anche alcune partite considerate emblematiche: i 120 milioni per il trasporto rapido di massa destinati altrove, le risorse per il superamento del ghetto di Borgo Mezzanone e i fondi del PNRR per asili e alloggi che rischiano di andare perduti.
L’allarme sul futuro della città
Per Cataneo, il problema non è solo economico ma sociale: senza una svolta, Foggia rischia di restare intrappolata in un processo di spopolamento e marginalità.
L’appello è a un cambio di passo immediato, con una visione condivisa capace di riportare la città al centro delle politiche di sviluppo e di restituire prospettive a un territorio che continua a inseguire occasioni mai concretizzate.










