Dopo lo scontro politico a Foggia sulla bocciatura del pronto soccorso veterinario h24, arriva la replica del consigliere comunale di maggioranza Francesco Strippoli, esponente del Movimento 5 Stelle, che interviene per chiarire la posizione dell’amministrazione e smontare quella che definisce una proposta “priva di basi concrete”.
Strippoli precisa di aver votato favorevolmente a tutte le iniziative per la tutela degli animali, ma sottolinea la necessità di evitare “populismi e facili slogan”, riportando il dibattito su un piano realistico.
“In Italia non esistono pronto soccorso pubblici”
Il consigliere evidenzia come, allo stato attuale, in Italia non esistano ancora pronto soccorso veterinari pubblici operativi. Un elemento che, secondo lui, rende la proposta avanzata in aula dal consigliere Angiola difficilmente attuabile.
“È una favola che oggi non ha precedenti nel nostro Paese”, afferma, citando anche un’inchiesta nazionale che confermerebbe l’assenza di modelli già funzionanti.
Il confronto con Roma
Nel mirino anche il paragone con la Capitale. Strippoli chiarisce che il progetto romano, spesso indicato come esempio, non è ancora realtà e vedrà la luce solo nel 2027.
Inoltre, il servizio sarà inizialmente rivolto agli animali delle strutture comunali, con una possibile estensione limitata alle famiglie a basso reddito e legata alle adozioni dai canili.
Una situazione, sottolinea, molto diversa da quella foggiana, sia per risorse economiche che per capacità di investimento.
I limiti economici di Foggia
Il consigliere richiama poi la condizione finanziaria del Comune, uscito da una fase di predissesto e ancora vincolato da importanti impegni economici, tra cui circa 60 milioni destinati al fondo contenzioso.
“Promettere un servizio h24 senza una solida sostenibilità economica e normativa rischia di essere demagogia”, afferma, ribadendo la necessità di scelte compatibili con le reali possibilità dell’ente.
Le proposte alternative
Strippoli indica quindi un percorso graduale e concreto: potenziamento delle politiche sul randagismo, attivazione di protocolli con i veterinari del territorio e introduzione di un servizio di reperibilità veterinaria.
Soluzioni che definisce “fattibili e già esistenti altrove”, in grado di rispondere alle esigenze senza creare aspettative irrealistiche.
“Tutela sì, ma con responsabilità”
“La tutela degli animali è un dovere civile”, conclude, “ma la buona amministrazione impone di non vendere sogni che non hanno gambe per camminare”.
Una posizione che riaccende il confronto politico sul tema, destinato a restare al centro del dibattito cittadino.









