Si accende il dibattito politico a Foggia dopo la bocciatura dell’emendamento al Documento unico di programmazione che proponeva l’istituzione di un servizio di pronto soccorso veterinario h24. A sollevare il caso è il consigliere comunale Nunzio Angiola, segretario provinciale del movimento “Cambia”, che parla di una scelta “grave, incoerente e politicamente irresponsabile”.
Secondo Angiola, il voto contrario della maggioranza rappresenta una presa di distanza netta rispetto ai bisogni di migliaia di cittadini, in particolare quelli con minori disponibilità economiche e proprietari di animali d’affezione.
La proposta e la bocciatura
L’emendamento puntava a introdurre un servizio di assistenza veterinaria continuativa attraverso un’operazione di project financing, con tariffe calmierate in base all’Isee. L’obiettivo, secondo il proponente, era garantire accesso alle cure anche alle fasce più fragili della popolazione, prevenendo allo stesso tempo fenomeni come l’abbandono degli animali e i costi legati al randagismo.
“La bocciatura rappresenta una scelta politica grave, miope e distante dalla realtà”, ha dichiarato Angiola, sottolineando come il Comune, a suo avviso, debba svolgere un ruolo di regolazione e garanzia dei servizi essenziali, senza lasciare tutto al mercato privato.
“Animali fuori dalle competenze del Comune”
Nel mirino del consigliere finisce anche la motivazione tecnica alla base del parere contrario, legata alla normativa regionale. Secondo quanto sostenuto dall’amministrazione, il servizio non rientrerebbe nelle competenze comunali.
Una posizione contestata duramente da Angiola, che parla di una nota tecnico-giuridica ignorata e di una lettura restrittiva e non condivisibile delle norme.
“La linea che emerge è chiara: per questa amministrazione il Comune non deve occuparsi degli animali di affezione”, accusa.
Il nodo delle contraddizioni
Al centro della polemica anche quella che viene definita una “contraddizione macroscopica” all’interno dello stesso DUP. Da un lato, la bocciatura dell’emendamento; dall’altro, la presenza nel documento di un obiettivo strategico che prevede l’istituzione di un servizio di assistenza veterinaria h24 nell’ambito delle politiche sul randagismo.
“Delle due l’una: o non si leggono gli atti, oppure si inseriscono impegni sapendo che non verranno realizzati”, afferma Angiola, parlando di un “cortocircuito istituzionale”.
Il voto in aula
L’emendamento ha raccolto il voto favorevole di otto consiglieri: Angiola, Amorese, Formica, Mainiero, Quarato, Rignanese, Salemme e Strippoli. Contrari in quattordici, tra cui la sindaca Maria Aida Episcopo, insieme ai consiglieri Azzarone, Buenza, Cagiano, Capozzi, Ciruolo, Dal Maso, De Vito, Di Chiara, Dell’Aquila, Di Paola, Frattulino, Pontone e Rizzi.
Per Angiola, non si tratta di una semplice bocciatura tecnica, ma di una scelta politica precisa, destinata a far discutere.
“La città non potrà non chiedere conto”, conclude.










