Ha solo 17 anni, ma porta negli occhi il peso di una guerra che ha stravolto la sua adolescenza. Artem Kiiriak è uno dei tanti giovani ucraini costretti a lasciare la propria terra per sfuggire al conflitto, iniziato ormai da quattro anni e ancora lontano da una conclusione.
Il suo viaggio verso la salvezza è cominciato tre anni fa, quando insieme alla madre e al fratello ha lasciato Zaporižžja, città simbolo della guerra, per cercare un futuro lontano dalle bombe.
Dall’Ucraina all’Italia, un percorso lungo e difficile
Il percorso della famiglia Kiiriak è stato lungo e segnato da tappe intermedie. Il primo approdo in Italia è stato ad Alba Adriatica, in Abruzzo. Poi il trasferimento in Puglia, con una parentesi a Lucera, fino alla scelta definitiva di stabilirsi a Casalnuovo Monterotaro, piccolo borgo dei Monti Dauni.
Qui Artem ha trovato qualcosa che va oltre la semplice accoglienza: una comunità capace di offrire supporto e normalità. Un luogo dove ricominciare, imparare una nuova lingua e adattarsi a una quotidianità completamente diversa.
“Non è stato facile abbandonare la mia terra, ho lasciato tutto a malincuore: gli amici, i parenti, la scuola, i divertimenti. Vivevo a due passi dalla linea di combattimento in una situazione difficile. Ormai è tutto distrutto”.
Il padre al fronte e il filo quotidiano con casa
Mentre Artem costruisce una nuova vita in Italia, una parte fondamentale della sua famiglia è rimasta in Ucraina. Il padre è ancora lì, impegnato al fronte.
“Lui è un soldato, è rimasto per combattere, ma ci sentiamo tutti i giorni e non vuole parlare di guerra”.
Un legame quotidiano che tiene vivo il contatto con le radici, ma che allo stesso tempo ricorda costantemente la distanza e il rischio.
La scuola e i sogni di un futuro diverso
Oggi Artem vive una quotidianità che prova a somigliare a quella dei suoi coetanei. Frequenta l’Irfip di Pietramontecorvino, dove segue un corso per diventare cuoco. Ma il suo futuro, nei suoi pensieri, ha un’altra direzione.
“No, frequento questa scuola molto volentieri ma da grande voglio fare altro, lo scrittore per esempio. A me piace molto leggere e scrivere”.
Una passione che racconta il bisogno di esprimere, forse anche di dare forma alle esperienze vissute.
Un’integrazione che diventa simbolo
A Casalnuovo Monterotaro, Artem è diventato il simbolo di un’integrazione possibile. La sua storia rappresenta quella di tanti ragazzi che, dietro le cifre dei bollettini di guerra, portano con sé sogni, paure e desideri di normalità.
Il borgo pugliese è diventato la sua nuova casa, ma il pensiero resta rivolto all’Ucraina.
Il desiderio di tornare
Nonostante il nuovo equilibrio trovato, Artem non ha mai smesso di pensare al ritorno. “Sì, appena sarà possibile tornerò a casa. Ma mi rendo conto che non sarà facile”.
Parole che racchiudono la speranza e, allo stesso tempo, la consapevolezza di chi sa che nulla sarà più come prima.











