Non nasconde la rabbia, ma neppure la fiducia. Gennaro Casillo interviene a caldo dopo la gara contro la Cavese finita 0 a 0 e affida le sue parole alla trasmissione “Terzo Tempo”, condotta da Tiziano Errichiello, rispondendo alle domande di Attilio De Matteis. Un intervento lungo e diretto, in cui il presidente rossonero alterna orgoglio per la squadra e forte polemica per le decisioni arbitrali.
“Due rigori negati, episodi decisivi”
Casillo parte dallo spogliatoio, raccontando il confronto con la squadra: “Sono appena uscito e ho ringraziato i ragazzi, ci siamo abbracciati. Sono convinto che raggiungeremo l’obiettivo”.
Poi, però, l’affondo: “Sono arrabbiato perché quello che ho visto oggi rimane nella storia: due rigori negati a una società che ha bisogno di salvarsi. Gli episodi sono cruciali in questo momento e vengono negati”.
Il presidente chiarisce di non avere nulla contro gli avversari, ma insiste sul tema del rispetto: “Niente contro la Cavese, ma il Foggia va rispettato. È una piazza importante come Catania e Salernitana”.
“Non vogliamo favori, ma normalità”
Casillo sottolinea come la società abbia evitato polemiche fino a oggi, ma ora ritiene necessario alzare la voce. “Non vogliamo di più, vogliamo la normalità. Anche sui cartellini: a loro niente, a noi tutti gialli”.
Un episodio in particolare lo ha colpito: “Sono andato dall’arbitro e mi ha detto che non voleva vedere le immagini. Sono cose incredibili, soprattutto il primo rigore negato”.
Da qui l’annuncio di una presa di posizione ufficiale: “Faremo una nota, perché quello che abbiamo visto oggi rimane epocale”.
“Abbiamo investito, ora serve rispetto”
Il numero uno rossonero rivendica gli sforzi fatti dalla società negli ultimi mesi: “A febbraio ci siamo buttati nel fuoco per fare un investimento importante, perché ci crediamo. Non deve essere vanificato da errori seri”.
E aggiunge: “Non è che vedono il Foggia ultimo e fanno diversamente. L’amministrazione giudiziaria non è un problema, è una positività. Il Foggia è una società trasparente e va considerata così”.
“La squadra cresce, ora servono i tifosi”
Accanto alla protesta, anche un segnale di fiducia: “La squadra sta iniziando a ingranare. In passato qualcosa è stato sbagliato e ce ne assumiamo la responsabilità, ma ora vedo equilibrio”.
Infine, l’appello alla città: “Siamo partiti con 8000 spettatori e siamo scesi a 4000. Chiedo a tutti di starci vicino: queste sono finali di Champions. Io sono il primo tifoso, venite allo stadio anche con fatica”.
Un messaggio chiaro, che unisce protesta e mobilitazione: il Foggia si gioca la stagione e, secondo Casillo, ha bisogno di rispetto dentro e fuori dal campo.










