Troia si prepara a rendere omaggio a Federica Ventura, giovane mamma e insegnante uccisa nel 2018, con l’intitolazione del Parco Urbano della città. Un gesto dal forte valore simbolico e civile, che trasforma uno spazio di socialità in un luogo permanente di memoria e sensibilizzazione contro la violenza sulle donne.
La cerimonia e il programma
L’iniziativa si terrà giovedì 26 marzo, a partire dalle 17.30, alla presenza di autorità civili, religiose e militari, dei familiari di Federica, dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Francesco Caserta e delle associazioni coinvolte nel progetto “Nessuna si salva da sola”.
Il programma prevede il ritrovo presso l’area mercatale in viale Kennedy, seguito da una “camminata poetica” verso il Parco Urbano, curata dal Festival Troia Teatro/Teatri 35. Alle 18.30 si terrà la cerimonia di intitolazione con lo svelamento della targa, mentre alle 19 è previsto un momento musicale a cura di Icare.
Un ricordo che diventa impegno collettivo
La scelta di intitolare il Parco Urbano a Federica Ventura non è casuale. Si tratta di uno dei luoghi più frequentati della città, spazio di incontro tra generazioni e simbolo della vita comunitaria. Proprio qui il ricordo di Federica diventerà strumento concreto di sensibilizzazione e consapevolezza.
La sua storia, infatti, è al centro di un percorso condiviso nato dal basso, il progetto “Nessuna si salva da sola”, che coinvolge associazioni, centri antiviolenza, istituzioni e l’Università di Foggia, con l’obiettivo di promuovere una cultura del rispetto e contrastare la violenza di genere.
Un segno permanente contro la violenza
Nel Parco Urbano sarà inoltre collocata l’installazione artistica in bronzo “Ali di Libertà”, realizzata dal maestro Pino Di Gennaro, attualmente oggetto di una raccolta fondi. Un’opera che racconterà la storia di Federica e rappresenterà un monito per l’intera comunità.
L’intitolazione avverrà nel giorno in cui Federica avrebbe compiuto 49 anni. Un momento di forte partecipazione collettiva, che unisce memoria e responsabilità, trasformando il dolore in impegno concreto.
Un segnale chiaro: la comunità di Troia non dimentica e continua a scegliere, ogni giorno, di stare dalla parte delle donne e della dignità.












