Una classe, una torta, lucine, palloncini e una richiesta che va oltre il semplice rinvio di un compito in classe. È il contenuto del video diventato virale nelle ultime ore e pubblicato dalla docente di matematica Simona Guerra, insegnante del liceo classico Vincenzo Lanza di Foggia. A segnalarlo è Giorgia Ruggiero, rappresentante degli studenti, che ha voluto portare all’attenzione della redazione una storia capace – a suo dire – di ribaltare la narrazione dominante sulla scuola.
La sorpresa in aula e il video virale
Nel video, la professoressa entra in aula e trova un allestimento inatteso: decorazioni, luci e una torta preparata dai suoi studenti. Una scena semplice, ma carica di significato, che in poche ore ha raccolto condivisioni e commenti, diventando un simbolo di un modo diverso di vivere la scuola.
Non si tratta soltanto di una goliardata. Dietro quel gesto c’è una lettera scritta dagli studenti, letta e condivisa nel post, che racconta un legame costruito nel tempo tra docente e classe.
La lettera degli studenti: tra ironia e nostalgia
“Eccoci qua… ormai ci conosce come le sue tasche e sa che quando le cose si fanno assurde e misteriose, sicuramente dietro ci siamo noi”, scrivono i ragazzi, ripercorrendo anni di complicità e “follie” condivise.
Il riferimento è anche a un episodio passato, quando avevano chiesto di spostare un compito per evitare un brutto voto. Oggi, spiegano, la richiesta è diversa: non si tratta più di sfuggire a un’insufficienza, ma di rallentare il tempo.
“Mancando pochi mesi (cento giorni!) al capolinea, il tempo per poterne fare ancora è rimasto poco”, si legge nella lettera, in cui emerge tutta la consapevolezza della fine imminente del percorso scolastico.
E ancora: “Rimandiamola un altro po’, perché delle volte quest’orologio corre un po’ di più, e quel che si può fare per portarlo indietro è creare nuove risate, nuovi ricordi”.
Una scuola diversa, lontana dagli stereotipi
Secondo Giorgia Ruggiero, è proprio questo il motivo della viralità del video: “Ribalta una narrazione di cui la scuola è esausta, quella di giovani svogliati e docenti distanti”.
Il gesto degli studenti e la reazione della docente raccontano invece una realtà diversa, fatta di relazioni autentiche, fiducia reciproca e partecipazione. Una “vera scuola”, come la definisce la rappresentante, che mostra anche un volto positivo della città di Foggia.
Un episodio semplice, ma capace di parlare a molti, perché restituisce valore a ciò che spesso resta fuori dalle cronache: il legame umano tra chi insegna e chi impara.









