Nel dibattito sul referendum sulla riforma della giustizia interviene anche Nichi Vendola, che annuncia senza esitazioni il proprio voto contrario, nonostante una lunga vicenda personale segnata proprio da un processo giudiziario.
Come riportato da Repubblica Bari, l’ex presidente della Regione Puglia, coinvolto in passato nel procedimento legato all’Ilva di Taranto – annullato e poi riaperto a distanza di anni – non ha dubbi sulla scelta: voterà NO.
“Clima di demagogia e attacco ai giudici”
Vendola parla di un clima politico deteriorato e accusa la destra di aver trascinato il confronto pubblico su toni estremi.
“Voterò no con convinzione e con sgomento”, afferma, denunciando una campagna che, a suo dire, punta a delegittimare la magistratura e a colpire l’autonomia del potere giudiziario.
Nel mirino anche alcune narrazioni utilizzate nel dibattito pubblico, ritenute strumentali e divisive.
Il nodo del garantismo
L’ex governatore pugliese affronta anche il tema del garantismo, sostenendo che il suo significato sia stato snaturato.
Secondo Vendola, oggi la destra applicherebbe un “doppio codice”: garantista con le élite economiche e molto più severa nei confronti dei soggetti più deboli.
“Io penso che non c’è garantismo effettivo senza rispetto dei diritti umani”, sottolinea, criticando l’impostazione dell’attuale governo.
“Riforma pericolosa per l’equilibrio dei poteri”
Nel merito della riforma, Vendola individua un rischio politico più ampio: quello di indebolire un potere autonomo dello Stato.
Secondo l’ex presidente, interventi come il sorteggio per la composizione del Consiglio superiore della magistratura rappresenterebbero un passo verso una trasformazione dell’assetto istituzionale.
“Il senso è sfregiare un potere autonomo e predisporre il terreno per ulteriori salti nel buio”, afferma.
Divisioni nel campo progressista
Vendola non nasconde il disaccordo con chi, nell’area progressista, ha annunciato voto favorevole, come Giuliano Pisapia.
Pur esprimendo rispetto per posizioni diverse, l’ex governatore parla di “ingenuità politica” e invita a considerare il contesto più ampio in cui si inserisce la riforma.
L’allarme sulla democrazia
In conclusione, Vendola lancia un monito sul rischio di una deriva autoritaria.
Secondo l’ex presidente della Regione Puglia, il pericolo è quello di una “democrazia dell’emergenza”, con un potere sempre più concentrato e una magistratura indebolita nel suo ruolo di controllo.
Un quadro che, a suo avviso, rende ancora più netta la scelta: votare NO al referendum.











