Il nuovo bando per la manutenzione del verde pubblico a Foggia finisce al centro delle critiche della Filcams Cgil di Capitanata, che denuncia l’assenza di qualsiasi percorso di stabilizzazione per i lavoratori precari storici del servizio.
Si tratta di 29 addetti attualmente impiegati con contratti part time e salari inferiori ai mille euro mensili, per i quali – secondo il sindacato – non sarebbe stata prevista alcuna risposta concreta, nonostante un confronto avviato da oltre un anno con l’amministrazione comunale.
La denuncia del sindacato
A sollevare la questione è la segretaria generale della Filcams Cgil, Angela Villani, che evidenzia come gli impegni assunti dall’amministrazione, a partire dalla sindaca e dall’assessore competente, non abbiano trovato riscontro nel nuovo bando.
Secondo il sindacato, infatti, non è stato inserito alcun riferimento alla trasformazione dei contratti da part time a full time, misura ritenuta fondamentale per garantire maggiore stabilità economica e lavorativa ai dipendenti coinvolti.
Il nodo dello spacchettamento in quattro lotti
Tra gli aspetti maggiormente contestati c’è anche la scelta di suddividere il servizio in quattro lotti distinti, con conseguente affidamento a più aziende.
“Ci chiediamo in che modo si procederà con l’assunzione degli operai da parte delle quattro aziende aggiudicatarie che subentreranno nella gestione del servizio”, sottolinea Villani, evidenziando il rischio di una gestione frammentata e poco uniforme.
Una scelta che, secondo la Filcams, potrebbe tradursi in condizioni di lavoro differenti tra i dipendenti, a seconda delle decisioni delle singole imprese.
Più risorse, ma nessuna garanzia sui contratti
Il bando prevede uno stanziamento economico più elevato rispetto al passato per la manutenzione del verde cittadino, ma – denuncia il sindacato – lascia alle aziende la facoltà di decidere se aumentare o meno le ore di lavoro.
Una impostazione che, secondo la Filcams, difficilmente porterà a miglioramenti concreti per i lavoratori. “Non è difficile immaginare che, a fronte dei costi più elevati, nessuna azienda vorrà procedere su questa strada”, osserva la segretaria.
L’amministrazione, secondo il sindacato, avrebbe potuto inserire nel bando un vincolo preciso per garantire il full time ai lavoratori storici.
Il rischio per lavoratori e servizi
Per la Filcams Cgil la conseguenza potrebbe essere duplice: da un lato lavoratori ancora penalizzati, dall’altro servizi che non miglioreranno nonostante l’aumento delle risorse pubbliche.
“Non aumenteranno le ore e il risultato sarà un maggior impegno per le casse pubbliche con lavoratori delusi e probabilmente anche i cittadini”, afferma Villani.
L’appello alla qualità del lavoro
In un contesto segnato dalla perdita di potere d’acquisto e dalla diffusione del precariato, il sindacato richiama il ruolo delle amministrazioni pubbliche.
“Crediamo che sia compito delle amministrazioni sostenere la qualità del lavoro e anche delle retribuzioni, nell’ottica del miglioramento della gestione delle aree verdi”, conclude la segretaria.
Secondo la Filcams, la frammentazione del servizio potrebbe inoltre rendere più complessa l’organizzazione complessiva e incidere negativamente sulla qualità degli interventi.










