Il nuovo bando del Comune di Foggia per la manutenzione del verde pubblico, dal valore complessivo di oltre 8 milioni di euro per il biennio 2026-2028, finisce nel mirino del WWF Foggia. L’associazione ambientalista parla di una valutazione “in forte chiaroscuro”: da un lato il raddoppio delle risorse economiche rispetto al precedente appalto, dall’altro scelte amministrative che, secondo gli ambientalisti, rischiano di compromettere la qualità degli interventi e la tutela della biodiversità cittadina.
Più risorse ma senza riferimenti ai criteri ambientali
Il WWF riconosce all’amministrazione comunale guidata dalla sindaca Maria Aida Episcopo uno sforzo finanziario significativo. L’accordo quadro biennale per la manutenzione ordinaria e straordinaria del verde orizzontale e verticale rappresenta infatti un investimento superiore agli 8 milioni di euro, con un aumento sostanziale delle risorse disponibili rispetto al passato.
L’associazione giudica positivamente anche la scelta dello strumento dell’accordo quadro, che consente una maggiore flessibilità negli interventi. Tuttavia, sottolinea una lacuna ritenuta importante: nel bando non sarebbe previsto alcun riferimento formale all’applicazione dei Criteri ambientali minimi (Cam), stabiliti dal decreto ministeriale del 10 marzo 2020 per garantire una gestione sostenibile del verde urbano.
La critica al criterio del prezzo più basso
Il punto più contestato riguarda però la modalità di aggiudicazione della gara. Il WWF Foggia definisce “inaccettabile e anacronistica” la scelta di assegnare l’appalto con il criterio del prezzo più basso, abbandonando il sistema dell’offerta economicamente più vantaggiosa utilizzato in precedenza.
Secondo l’associazione, questa impostazione impedirebbe di premiare le imprese che garantiscono standard qualitativi più elevati, come l’impiego di arboricoltori certificati, l’utilizzo di mezzi a ridotto impatto ambientale e acustico, l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate o la promozione di attività di educazione ambientale nelle scuole.
A destare perplessità è anche la scelta di dividere la città in quattro lotti distinti. Una soluzione che, secondo il WWF, potrebbe generare una gestione frammentata del patrimonio arboreo, con standard di potatura e tempi di intervento differenti da quartiere a quartiere.
Il nodo del Piano del Verde
Un’altra criticità evidenziata dall’associazione riguarda l’assenza del Piano del Verde, strumento strategico previsto dalla legge 10 del 2013 e ancora non adottato dal Comune di Foggia.
Senza questo piano, sostengono gli ambientalisti, gli interventi di forestazione urbana, mitigazione climatica e de-impermeabilizzazione restano scollegati tra loro. Il bando attuale, secondo il WWF, si limiterebbe quindi alla manutenzione dell’esistente senza una reale progettazione del futuro ecologico della città.
L’allarme sulle potature in primavera
L’aspetto ritenuto più grave riguarda però le tempistiche degli interventi. Nel bando si fa riferimento a motivi di urgenza legati alla stagionalità, tra cui la necessità di avviare le potature del verde verticale entro la fine della stagione primaverile.
Il WWF Foggia denuncia con forza questa prospettiva, ricordando che il periodo compreso tra marzo e settembre coincide con la fase riproduttiva dell’avifauna. In questo arco di tempo, spiegano gli ambientalisti, potature e abbattimenti possono distruggere nidi, uova e piccoli di numerose specie di uccelli.
Le stesse norme comunali, insieme alla legge nazionale sulla tutela della fauna selvatica, vietano interventi di questo tipo durante la stagione riproduttiva se non in presenza di comprovate situazioni di pericolo.
Le richieste all’amministrazione
Alla luce delle criticità evidenziate, il WWF Foggia chiede all’amministrazione comunale il blocco immediato di qualsiasi potatura programmata nei mesi primaverili ed estivi, limitando gli interventi alla sola messa in sicurezza in caso di pericolo documentato.
L’associazione propone inoltre l’istituzione di una Direzione dell’esecuzione del contratto particolarmente rigorosa, composta da tecnici qualificati, per vigilare sui lavori nei quattro lotti e prevenire interventi frettolosi o dannosi per gli alberi.
Infine, il WWF sollecita l’avvio immediato dell’iter per l’approvazione del Piano del Verde, ritenuto l’unico strumento capace di trasformare la gestione del patrimonio arboreo urbano da intervento emergenziale a strategia di mitigazione climatica e tutela della salute pubblica.
Gli ambientalisti invitano infine il Comune a valutare il ritiro in autotutela del bando e ad aprire un confronto con le associazioni firmatarie del “Patto Verde”, ricordando gli impegni presi negli anni scorsi proprio con la sindaca.











