La prima Conferenza pubblica del progetto PolInternE – Orientiamoci insieme verso il futuro delle Aree Interne, promosso dal Politecnico di Bari, si è tenuta sui Monti Dauni. A Bovino, in un’aula consiliare gremita di ragazzi giunti da tutta la provincia ad ascoltare i docenti del Politecnico. Un appuntamento che ha segnato una tappa significativa nel percorso di costruzione di un dialogo strutturato tra l’ateneo pugliese, le istituzioni locali e le comunità dell’Appennino Dauno.
La conferenza di Bovino rappresenta il punto di arrivo di un lavoro preparatorio avviato dal Politecnico di Bari nei mesi scorsi, che ha già coinvolto la Regione Puglia, le istituzioni del territorio e alcune scuole dei Monti Dauni. “L’obiettivo non è chiudere un capitolo, ma aprire un confronto permanente: l’incontro di oggi ha posto le fondamenta di un percorso partecipativo destinato a evolversi nel tempo, con nuove tappe e nuovi appuntamenti che prenderanno forma a partire dai risultati del progetto”. Progetto che è stato illustrato dalla professoressa Federica Cotecchia, alla presenza dell’assessora con delega alle Aree interne della Regione Puglia, Marina Leuzzi.
“PolInternE nasce dalla consapevolezza che il dibattito sulle aree interne italiane — 2 milioni di abitanti distribuiti in 1.077 comuni su tutto il territorio nazionale — si trovi oggi a un bivio pericoloso. Da un lato, chi ne considera il declino ormai irreversibile; dall’altro, chi propone ricette standardizzate che si riducono spesso a conversione turistica o a forme più o meno velate di gentrificazione, senza che le comunità locali abbiano voce in capitolo. Il Politecnico di Bari ha scelto una terza strada: non portare risposte già scritte, ma costruire un processo condiviso in cui università, istituzioni, scuole e comunità possano co-progettare insieme nuove traiettorie di sviluppo. Un approccio che rovescia la logica verticale dell’intervento calato dall’alto, puntando invece su un ecosistema abilitante in cui i saperi accademici dialoghino con le specificità e le vocazioni di ciascun territorio”.
Diversi i sindaci dell’Appennino presenti, dalla padrona di casa Stefania Russo al coordinatore di Area Interna Monti Dauni, Lino Marchese. “Ben vengano queste iniziative. Grazie soprattutto al Politecnico di Bari e alla Regione Puglia, mai cosi presente nel nostro territorio. Il segnale politico lo avvertiamo, ma serve anche altro per far restare i giovani nei nostri paesi. Occorre più lavoro, la connessione internet veloce, i medici, le strutture sanitarie, le strade e i collegamenti. Partiamo da questo”.












