Il dato che più colpisce è quello del disavanzo: nel 2024 il bilancio consolidato del servizio sanitario regionale pugliese si è chiuso con una perdita di oltre 84 milioni di euro, più del doppio rispetto ai circa 38 milioni registrati nel 2023. È uno dei passaggi più significativi emersi dalle relazioni presentate per l’inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte dei conti in Puglia, che fotografano una sanità regionale alle prese con costi in forte crescita, squilibri strutturali e un sistema che continua a perdere pazienti verso altre regioni. Il disavanzo è stato coperto soprattutto con lo svincolo di quote del risultato di amministrazione e con risorse aggiuntive, ma la questione resta aperta. I magistrati contabili sottolineano infatti come la gestione sanitaria richieda interventi strutturali per riportare il sistema in equilibrio, tanto che la Regione ha trasmesso ai ministeri competenti il piano operativo di prosecuzione del piano di rientro per il triennio 2025-2027.
Il peso dei costi sanitari
Tra le principali cause dello squilibrio figurano le voci di spesa che negli ultimi anni hanno registrato gli incrementi più consistenti. La spesa farmaceutica continua a superare i tetti previsti, con una crescita legata soprattutto alla diffusione dei farmaci innovativi e all’aumento complessivo della domanda di prestazioni sanitarie. A questo si aggiungono i costi per i dispositivi medici, che risultano anch’essi superiori ai limiti fissati a livello nazionale. Due capitoli di spesa che pesano in maniera significativa sui bilanci del servizio sanitario regionale e che rappresentano uno dei nodi centrali segnalati dalla magistratura contabile. Il risultato negativo del 2024 è stato parzialmente compensato da contributi straordinari destinati al sistema sanitario regionale, ma il quadro complessivo resta segnato da un equilibrio finanziario fragile.
La fuga dei pazienti verso altre regioni
Accanto al tema dei conti, uno dei punti più critici resta la mobilità sanitaria. La Puglia continua infatti a registrare un saldo negativo molto elevato, legato al numero di cittadini che scelgono di curarsi fuori regione. Il passivo legato alla mobilità interregionale è cresciuto in maniera significativa in un solo anno, superando i 230 milioni di euro. Un dato che evidenzia come il sistema sanitario regionale continui a perdere risorse e pazienti verso altre realtà, con un impatto economico rilevante sui bilanci pubblici. La Corte dei conti richiama quindi la Regione a intervenire con decisione per comprendere le cause della mobilità passiva e rafforzare l’attrattività delle strutture sanitarie pugliesi.
Le criticità organizzative del sistema
Le verifiche sui dieci enti del servizio sanitario regionale hanno evidenziato anche altre criticità ricorrenti. Tra queste figurano lo sforamento dei tetti di spesa per farmaci e dispositivi medici, il superamento dei limiti per il personale a tempo determinato, il frequente ricorso alle proroghe contrattuali e le difficoltà nel recupero dei crediti. Non mancano problemi legati al contenzioso sanitario e alla gestione dei fondi rischi, mentre in alcuni casi si registrano crediti vantati anche nei confronti dei comuni. Allo stesso tempo la Corte segnala alcuni elementi positivi, come la riduzione dello stock dei debiti verso i fornitori e il pagamento mediamente anticipato delle fatture rispetto ai termini previsti dalla normativa.
Liste d’attesa e livelli essenziali di assistenza
Sul piano delle prestazioni sanitarie, la Puglia mantiene un giudizio complessivo di adeguatezza nel monitoraggio dei livelli essenziali di assistenza, con miglioramenti soprattutto nell’area ospedaliera. Restano tuttavia criticità in alcuni indicatori delle aree della prevenzione e dell’assistenza territoriale. Proprio per affrontare il problema delle liste d’attesa, la Regione ha istituito un’unità centrale di gestione dedicata e ha chiesto alle aziende sanitarie di rimodulare i piani aziendali per il recupero delle prestazioni.
I controlli su ASL Foggia e Policlinico
Tra gli enti sanitari analizzati rientrano anche ASL Foggia e l’Azienda ospedaliero-universitaria Ospedali Riuniti di Foggia, inserite nel sistema di verifiche della magistratura contabile sul servizio sanitario regionale. Le osservazioni della Corte si collocano nel quadro generale delle criticità riscontrate nel sistema sanitario pugliese, tra costi crescenti, difficoltà organizzative e necessità di rafforzare l’efficienza gestionale. Per quanto riguarda il Policlinico di Foggia, è stato inoltre oggetto di una specifica attenzione da parte della Sezione regionale di controllo in relazione a un’operazione societaria riguardante Sanitaservice.
Un sistema sotto pressione
Il quadro che emerge dalle relazioni della Corte dei conti è quello di una sanità che continua a garantire i servizi essenziali ma che deve affrontare una pressione crescente sul piano finanziario e organizzativo. Il raddoppio del disavanzo in un solo anno, la crescita della mobilità passiva e lo sforamento dei tetti di spesa indicano la necessità di interventi strutturali per rafforzare la sostenibilità del sistema sanitario regionale. Una sfida che riguarda non solo i conti pubblici, ma anche la capacità del sistema sanitario pugliese di trattenere i pazienti e di garantire servizi sempre più efficienti e competitivi.








