L’idea di salute nelle aree interne passa dalla prossimità, dalla tecnologia e da una nuova organizzazione dei servizi. È questo il cuore del dossier che il presidente di Area Interna Monti Dauni, Lino Marchese e il delegato alla Sanità e Welfare, Lino Rigillo, presenteranno alla Regione Puglia, con l’obiettivo di rafforzare l’assistenza sanitaria in un territorio segnato da spopolamento, invecchiamento della popolazione e difficoltà di collegamento con i grandi centri.
Nel documento, i sindaci puntano sulla creazione e sul potenziamento dei presidi di comunità: strutture sanitarie di prossimità capaci di offrire servizi di base, prevenzione, assistenza infermieristica e supporto ai pazienti cronici. L’idea è quella di superare un modello centrato esclusivamente sugli ospedali, spesso distanti decine di chilometri, per costruire una rete territoriale più capillare e accessibile.
“I presidi di comunità diventerebbero così punti di riferimento stabili per le famiglie, in grado di garantire continuità assistenziale e di alleggerire la pressione sulle strutture ospedaliere provinciali.
Accanto alle strutture fisiche, il dossier dedica ampio spazio alla teleassistenza domiciliare. Grazie a strumenti digitali e dispositivi di monitoraggio a distanza, i pazienti anziani o affetti da patologie croniche potrebbero essere seguiti direttamente nelle proprie abitazioni, riducendo la necessità di spostamenti frequenti.
La telemedicina viene vista come una risposta concreta alle criticità geografiche dei Monti Dauni: piccoli comuni sparsi, viabilità complessa e carenza di trasporti pubblici. L’assistenza da remoto consentirebbe interventi tempestivi, controlli periodici e un contatto costante con medici e operatori sanitari.
Nel dossier, Marchese e Rigillo, sottolineano come “il diritto alla salute sia un elemento decisivo anche per la tenuta sociale ed economica dell’area interna. Servizi sanitari efficienti e accessibili rappresentano infatti un fattore chiave per contrastare lo spopolamento e rendere più attrattivi i piccoli centri.
L’obiettivo è costruire un modello integrato che unisca medicina territoriale, innovazione tecnologica e collaborazione tra enti locali e Regione Puglia, nella prospettiva di una sanità più vicina ai cittadini e più sostenibile per le aree interne”.











