Sette anni e quattro mesi complessivi di reclusione per i due uomini arrestati all’alba del 14 luglio 2025 dopo un inseguimento tra le strade di Foggia, culminato con il recupero di una pistola calibro 9 abbandonata in un palazzo del centro.
Il gup, al termine del processo celebrato con rito abbreviato, ha condannato a 4 anni Leonardo Russo, ventenne foggiano, e a 3 anni e 4 mesi Erjon Rameta, 37 anni, albanese residente in città. La riduzione di pena è legata proprio alla scelta del rito alternativo.
L’inseguimento e l’arma sequestrata
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i due furono intercettati da una volante intorno alle 7 del mattino mentre percorrevano via Guido D’Orso a bordo di uno scooter “Yamaha T-Max”. Dopo aver parcheggiato il mezzo in via La Piccirella, entrarono in uno stabile tentando la fuga per le scale, inseguiti dagli agenti.
Durante l’inseguimento uno dei due – senza che i poliziotti riuscissero a stabilire chi – si sarebbe disfatto di una pistola “Beretta” calibro 9, recuperata poco dopo. Un elemento che ha portato all’arresto in flagranza e poi al processo.
Resta però senza risposta l’interrogativo che sin dall’inizio ha accompagnato la vicenda: a cosa doveva servire quell’arma?
Le posizioni e l’appello della difesa
Il pubblico ministero aveva chiesto 2 anni di reclusione per ciascuno degli imputati, mentre le difese avevano sollecitato l’assoluzione.
Russo è attualmente ai domiciliari per questa vicenda, ma risulta detenuto per scontare una precedente pendenza con la giustizia. Rameta, invece, era stato scarcerato due settimane dopo l’arresto ed è oggi a piede libero.
Precedenti e ombre mafiose
Entrambi sono già noti alle cronache giudiziarie e ritenuti vicini alla “Società foggiana”. Rameta era stato arrestato nell’aprile 2020 e poi condannato a 6 anni per due attentati aggravati dalla mafiosità: l’esplosione di un ordigno al pub Poseidon nel novembre 2019 e la deflagrazione del gennaio 2020 al centro diurno per anziani “Il sorriso di Stefano”, riconducibile al gruppo Telesforo-Vigilante.
Russo, invece, fu arrestato nel febbraio 2022, quando era minorenne, con l’accusa – insieme al padre – di un attentato ai danni dello stesso pub Poseidon, colpito da un’esplosione nel gennaio di quell’anno.
Nel palazzo dove avvenne l’arresto del 14 luglio 2025, la polizia identificò anche il foggiano Mimmo Falco, contiguo al clan Sinesi-Francavilla, rimasto paraplegico dopo un agguato nel 2015. L’uomo fu però ritenuto estraneo ai fatti e rilasciato. Falco è stato invece coinvolto di recente in un’operazione antidroga.
Con la sentenza di primo grado si chiude un capitolo giudiziario, ma resta aperta la questione più inquietante: perché due uomini con precedenti per attentati giravano armati all’alba per le strade della città.









