Si alza il livello dello scontro tra lavoratori e direzione di Casa Sollievo della Sofferenza. Sono circa 1.300 i decreti ingiuntivi che, secondo quanto annunciato da Fp Cgil, Fp Cisl, Uil Fpl, Fials e Nursing Up, sarebbero pronti per essere depositati al tribunale del lavoro di Foggia per ottenere il pagamento degli adeguamenti economici e degli arretrati previsti dal Contratto collettivo nazionale del comparto sanità 2022/2024.
Una vertenza che coinvolge infermieri, tecnici, ostetriche e operatori socio sanitari, pari a oltre la metà dei circa 2.000 dipendenti dell’ospedale di San Giovanni Rotondo.
La richiesta dei lavoratori: “Arretrati dovuti per legge”
Secondo i sindacati, le somme reclamate derivano dall’applicazione di un contratto nazionale sottoscritto e pienamente vigente. Per ciascun lavoratore, spiegano, si tratterebbe di importi anche di diverse migliaia di euro.
Le organizzazioni sindacali denunciano l’assenza di riscontri concreti da parte dell’azienda nonostante le ripetute sollecitazioni, e sottolineano che eventuali contenziosi finanziari tra la Fondazione, la Regione Puglia e la ASL Foggia non possono ricadere sui dipendenti.
Da qui la decisione di procedere con azioni legali individuali attraverso i decreti ingiuntivi.
La replica della direzione: “Così si scardina l’accordo del 27 dicembre”
La Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza, con una nota firmata dal direttore generale Gino Gumirato, ha replicato richiamando l’accordo sottoscritto il 27 dicembre 2025 presso la Regione Puglia.
In quell’intesa, la Fondazione si era impegnata a revocare la decisione di applicare, dal 1° marzo 2026, i contratti collettivi ARIS-AIOP in luogo del contratto del comparto sanità, mentre le organizzazioni sindacali si erano impegnate a rinunciare o revocare ogni iniziativa giudiziaria.
Accordo, però, subordinato – si legge nella nota – al raggiungimento di una soluzione complessiva sotto l’egida della Regione Puglia e della ASL Foggia, chiamate a saldare i crediti vantati dalla Fondazione.
La direzione è chiara: la notifica anche di un solo decreto ingiuntivo “scardinerebbe l’accordo”, facendo decadere l’intesa del 27 dicembre. In quel caso, la Fondazione si riterrebbe libera di applicare i contratti ARIS-AIOP con decorrenza 1° giugno 2026.
Uno scontro che rischia di avere ripercussioni sull’ospedale
La situazione si presenta dunque delicata. Da un lato i lavoratori che rivendicano somme ritenute legittimamente spettanti; dall’altro la direzione che lega la tenuta dell’accordo alla sospensione delle azioni legali e al flusso di risorse attese da Regione e ASL.
Il rischio è che la vertenza, oltre ad approdare nelle aule del tribunale del lavoro di Foggia, possa incidere anche sugli equilibri contrattuali e organizzativi dell’ospedale, punto di riferimento sanitario per l’intera Capitanata.
Nelle prossime ore è previsto un incontro con il gruppo dirigente aziendale per definire ulteriori iniziative sindacali. Intanto, la partita resta aperta, con numeri che – se confermati – potrebbero segnare uno dei contenziosi più rilevanti degli ultimi anni per la struttura sanitaria di San Giovanni Rotondo.













