La rigenerazione urbana del quartiere Ferrovia e del resto della città torna al centro del confronto politico a Palazzo di Città. Nel mirino del consigliere comunale Pasquale Cataneo finisce la gestione delle aree e degli immobili dismessi del Gruppo FSI, su cui – critica – la Giunta guidata dalla sindaca Maria Aida Episcopo avrebbe accumulato “anni di ignavia e ritardo” i cui danni stanno emergendo.
“11/2023-02/2026 anni di ignavia e di tempo perso”
Secondo Cataneo, l’amministrazione avrebbe preso piena consapevolezza della strategicità della ricucitura urbana e rigenerazione degli immobili ferroviari solo di recente, nonostante il tema fosse stato inserito, come altri punti su proposta dell’eletto di IdM riprendendo quanto non realizzato nel passato, nelle linee di mandato attuali e oggetto di ripetute sollecitazioni in Consiglio comunale.
Il consigliere rivendica di aver portato in maggioranza un’intera lista, pari a circa il 2,8% dei consensi, che ha contribuito alla vittoria al primo turno, poi uscita dopo quattro inutili verifiche politiche per divergenze proprio “sull’ignavia e sul surplace”, con cui l’esecutivo avrebbe affrontato dossier ritenuti centrali per la città, compresa l’attuazione di numerosi indirizzi approvati dall’Assise.
“Nonostante il Consiglio avesse votato atti condivisi, spesso all’unanimità, la Giunta li ha sistematicamente trascurati – afferma Cataneo –. È paradossale che, mentre il Comune restava fermo, altri attori del territorio si muovessero con lungimiranza. Bisogna supportarli e non frenarli”.
Il caso Unifg e l’ex Ariston
Il riferimento è all’Università di Foggia. A fronte dell’assenza del Comune a un evento dell’aprile 2024 con i vertici di RFI, l’ateneo foggiano avrebbe avviato– anche con la collaborazione dello stesso consigliere – un percorso per l’acquisizione dell’ex cine-teatro Ariston e di altri immobili dismessi.
Una mossa legata anche alle nuove esigenze logistiche emerse dopo l’abolizione del test d’ingresso a Medicina. “Abbiamo proposto fin da subito il coinvolgimento dell’Università nel protocollo d’intesa tra Comune, società del Gruppo FSI, Regione Puglia e ASL – sottolinea Cataneo – ma le nostre istanze, come per il PAL del ghetto di Borgo Mezzanone, ribadite fino a quando siamo stati in maggioranza e rese pubblicamente anche da marzo 2025 ad oggi, sono rimaste finora inascoltate”.
Pianificazione, rigenerazione e mobilità integrata e sostenibile: la visione
Al centro delle relative delibere approvate dal Consiglio comunale e delle proposte della Commissione Territorio condivise anche con ANCE c’è una strategia integrata di riaggregazione urbanistica e infrastrutturale, in linea con il futuro Piano Urbanistico Generale. Un progetto che punta anche alla rigenerazione delle aree ferroviarie sotto il profilo urbanistico, ma anche in termini di sicurezza, mobilità e vivibilità, a partire dai quartieri Ferrovia, Martucci, Diaz e Villaggio Artigiani e di altri ambiti urbanistici territoriali. Un disegno sistemico che guarda oltre che con l’apertura del secondo fronte di stazione su viale Fortore anche a connettere i principali poli di attrazione cittadina – dalla stazione centrale a quella AV e all’aeroporto – e in linea con la visione della Agenda Ue per le Città per rendere Foggia, nodo urbano rete TEN-T, più sicura, vivibile, attrattiva e accessibile.
“Ora serve un vero e immediato cambio di passo”
Non manca l’ultima stoccata: secondo Cataneo, l’idea finora sarebbe finita nel “cestino dei popcorn”, mentre l’Unifg continua a far svolgere lezioni alla Città del Cinema, almeno fino ai più recenti tentativi di recupero degli immobili. “Resta da capire – conclude – se questo risveglio in zona Cesarini, con la riunione convocata per il 27 febbraio, preveda il coinvolgimento preventivo di tutti i consiglieri, di maggioranza e opposizione in quanto è il Consiglio che deve approvare il protocollo. Serve un cambio di metodo per arrivare a risultati concreti per lo sviluppo della città”.









