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Home - Il Complesso bandistico di San Severo entra tra i beni immateriali della Puglia

Il Complesso bandistico di San Severo entra tra i beni immateriali della Puglia

La Regione riconosce una tradizione musicale storica della Capitanata, simbolo di identità, formazione e inclusione culturale

Di Redazione
6 Febbraio 2026
in Cultura&Società, San Severo e Alto Tavoliere
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Il Complesso bandistico “Città di San Severo” entra ufficialmente nell’Inventario del Patrimonio Culturale Immateriale della Puglia. Un riconoscimento di rilievo, approvato dalla Regione, che valorizza una delle tradizioni musicali più radicate della Capitanata e ne certifica il ruolo storico, educativo e sociale all’interno del territorio.

Il riconoscimento regionale

L’inclusione è stata formalizzata con la Determinazione Dirigenziale n. 058_DIR_2026_00014 del 27 gennaio 2026 del Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio. Il Complesso bandistico “Città di San Severo” è stato inserito nella sottosezione “Bande della tradizione musicale pugliese” dell’Inventario del Patrimonio Culturale Immateriale. L’associazione si è classificata al dodicesimo posto su diciotto bande ammesse, a fronte di ventuno candidature presentate nella finestra straordinaria del 2025, confermando il possesso dei requisiti previsti dalla normativa regionale, tra cui l’organico minimo di 35 strumentisti e una comprovata storicità.

Le radici storiche della banda

Il Complesso bandistico nasce nel 1968 per iniziativa del maestro Nicola Franconi, all’indomani della rinascita post-bellica della tradizione bandistica sanseverese, erede delle antiche Bande Bianca e Rossa. Da allora, la banda ha rappresentato un punto di riferimento culturale per la città, contribuendo alla diffusione della musica e alla formazione di intere generazioni di musicisti.

Formazione, concerti e produzioni

L’attività del Complesso bandistico si distingue per una forte vocazione educativa. L’associazione promuove corsi gratuiti rivolti a bambini e ragazzi a partire dagli otto anni e cura la formazione di orchestre strutturate, tra cui l’Orchestra di Fiati Lirico-Sinfonica. Ogni anno vengono realizzate oltre cento esibizioni, con partecipazioni a concorsi nazionali e internazionali, da Siracusa ai Paesi Bassi, fino a Cortina d’Ampezzo. Non mancano le presenze televisive su Rai e Canale 5, così come le produzioni liriche, che spaziano da Rigoletto a La Traviata, dal Barbiere di Siviglia a Cavalleria Rusticana, fino alla Vedova Allegra. Nel tempo sono arrivati anche riconoscimenti istituzionali, tra cui quello di “Interesse nazionale” conferito dal MiBAC.

Il ruolo sociale e il presente

Dal 2000 il Complesso bandistico è guidato dal presidente Antonello Ciccone. Oltre al valore artistico, la banda svolge una funzione aggregativa e sociale, offrendo ai giovani un percorso formativo strutturato e contribuendo a contrastare fenomeni di marginalità e devianza. Attraverso un repertorio che unisce musica sinfonica, operistica e popolare, l’associazione promuove l’identità culturale di San Severo e dell’intero territorio.

Le prospettive future

Il riconoscimento regionale si inserisce nel solco della Legge regionale 10/2023, con cui la Puglia sostiene la cultura bandistica come patrimonio identitario, incentivando la digitalizzazione degli archivi e la creazione di reti e festival. Per San Severo si tratta di un traguardo che apre nuove prospettive nel 2026, rafforzando il legame tra tradizione musicale, valorizzazione del territorio e sviluppo culturale.

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Tags: capitanatacomplesso bandisticoculturamusicapatrimonio culturale immaterialeregione pugliaSan Severotradizioni
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