È un atto che il sindaco di Manfredonia Domenico La Marca definisce senza mezzi termini uno “sfregio politico istituzionale”. Con un duro comunicato, il primo cittadino prende posizione sull’esito dell’assemblea dei soci del Consorzio ASI, svoltasi nella mattinata di ieri e chiamata a eleggere il nuovo Consiglio di amministrazione, denunciando una forzatura che ha escluso dai processi decisionali i territori più direttamente coinvolti dalle politiche di sviluppo industriale e portuale.
La richiesta di rinvio respinta a colpi di maggioranza
Al centro della polemica c’è il mancato accoglimento della richiesta di rinvio di pochi giorni avanzata dal presidente della Provincia di Foggia e dai Comuni di Monte Sant’Angelo e Manfredonia. Una proposta che, spiega La Marca, non mirava a bloccare l’iter ma a consentire un approfondimento sulla nuova governance del Consorzio, anche alla luce di scelte già compiute e giudicate opache. La richiesta è stata però respinta “a colpi di maggioranza”, aprendo la strada all’elezione di un Consiglio di amministrazione definito dal sindaco come “fotocopia del precedente”, con la sola aggiunta del presidente di Confindustria.
Territori strategici senza rappresentanza
Secondo La Marca, il nuovo assetto non risponde ad alcuna logica politica o territoriale. Restano infatti fuori dalla rappresentanza sia Manfredonia sia Monte Sant’Angelo, aree interessate da processi di sviluppo complessi e direttamente coinvolte da infrastrutture strategiche come il porto industriale e le aree retroportuali. Esclusa anche la Provincia di Foggia, che rappresenta l’intero territorio, così come la Camera di Commercio, indicata come l’associazione non territoriale con il maggior numero di quote. “A chi giova questo esito?”, si chiede il sindaco, sottolineando come non favorisca né i territori né il sistema istituzionale delle imprese, minando al tempo stesso il patto di lealtà che dovrebbe legare gli amministratori pubblici.
Il nodo del porto e delle aree retroportuali
Il sindaco chiarisce che la posizione del Comune di Manfredonia non riguarda solo la governance, ma soprattutto il “dove” e il “come” vengono assunte decisioni di rilievo cruciale. Il porto alti fondali e le aree retroportuali, ricorda La Marca, sono un bene strategico per l’intera provincia ma sono anche aree attigue all’abitato di Manfredonia. Proprio per questo, sottolinea, la città ha imparato che le scelte di sviluppo devono essere partecipate e fondate su motivazioni trasparenti.
Decisioni senza confronto e vertenze aperte
Nel mirino del sindaco finisce una gestione del Consorzio ASI che, a suo giudizio, da tempo ignora il confronto con i territori. Tra gli esempi citati, la decisione di impugnare il decreto ministeriale di riperimetrazione delle aree portuali, aprendo una vertenza con il Governo centrale e con l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale. Una scelta che, osserva La Marca, ha una portata strategica e che solleva interrogativi su chi l’abbia assunta e con quali modalità. Critiche anche alla messa a bando della concessione trentennale in diritto di superficie delle aree retroportuali più strategiche, avvenuta senza un confronto con i Comuni e con l’Autorità portuale.
L’appello alla Regione Puglia
Nel comunicato il sindaco rilancia la necessità di un confronto vero e di merito in assemblea su temi come la piattaforma logistica di Borgo Incoronata e la proposta di ripristino del binario Frattarolo–Porto alti fondali. Il Comune di Manfredonia, assicura La Marca, è pronto ad affrontare questi nodi nella sede politico-istituzionale competente. Da qui l’appello finale al presidente della Regione Puglia, affinché garantisca un serio confronto tra i soggetti titolati, per definire l’agenda di lavoro dei prossimi mesi su questioni che la città, conclude il sindaco, “non è più disposta a delegare ad alcuno”.












