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Home - Foggia, la banda dei ventenni che faceva saltare i bancomat. “Fenomeno in forte crescita”

Foggia, la banda dei ventenni che faceva saltare i bancomat. “Fenomeno in forte crescita”

Operazione dei carabinieri tra Foggia e Catania contro un gruppo accusato di assalti con esplosivi

Di Francesco Pesante
30 Gennaio 2026
in Cronaca, Foggia, Immediato TV
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È un fenomeno in crescita, diffuso in tutta la Puglia e capace di spingersi ben oltre i confini regionali, quello degli assalti ai bancomat con l’uso di esplosivi. Un’emergenza criminale che, secondo gli inquirenti, vede protagonisti gruppi sempre più giovani, nati tra il 2000 e il 2006, organizzati in “batterie” mobili e difficili da intercettare.

È questo il quadro emerso dalla conferenza stampa di questa mattina, durante la quale la Procura della Repubblica di Foggia e i carabinieri hanno illustrato l’operazione che ha portato a fermi e misure cautelari nei confronti di una presunta associazione per delinquere dedita a far saltare sportelli automatici con la cosiddetta tecnica della “marmotta”.

Il procuratore Infante: “Associazione strutturata e ruoli definiti”

Il procuratore della Repubblica Enrico Infante ha spiegato che l’indagine ha permesso di riconoscere l’esistenza di un gruppo organizzato, con ruoli precisi e una spiccata capacità di movimento su tutto il territorio nazionale.

Gli assalti con esplosivi – ha sottolineato – rappresentano un pericolo gravissimo non solo per il patrimonio, ma anche per la pubblica incolumità, perché l’utilizzo di ordigni improvvisati può provocare danni devastanti agli edifici e mettere a rischio i cittadini.

Secondo i dati citati, in Puglia si contano oltre 60 episodi, con circa 20 assalti solo in provincia di Foggia nell’ultimo anno.

Il gip di Foggia: carcere per Ameri e Di Gennaro

Sul piano giudiziario, il gip di Foggia Armando Dello Iacovo ha accolto solo in parte la richiesta della pm Roberta Bray, che aveva chiesto la convalida del fermo per quattro giovani arrestati il 27 gennaio dai carabinieri su decreto della Procura.

Carcere per Ivan Ameri, 20 anni di Borgo Mezzanone, e per Giovanni Di Gennaro, 26 anni di Carapelle. Sono stati invece scarcerati dopo tre giorni dietro le sbarre Michele Rendina, 24 anni di Carapelle, e Salvatore Nicola Gervasio, 20 anni di Orta Nova.

Un quinto fermo a Catania

Oltre ai quattro indagati fermati nel Foggiano, nell’inchiesta compare anche Mattia Gervasio, 23 anni di Orta Nova, rintracciato e fermato a Catania.

Tutti sono accusati di far parte della cosiddetta “banda della marmotta”, un gruppo che avrebbe agito tra settembre e ottobre 2025 in diverse regioni italiane.

Tre colpi tra Puglia, Campania e Marche

Secondo la ricostruzione degli investigatori, la banda avrebbe fatto saltare in aria tre bancomat: ad Ascoli Satriano, nel Foggiano, dove il colpo sarebbe fallito; a Guardia Sanframondi, nel Beneventano, con un bottino di 2.800 euro; a Potenza Picena, vicino Macerata, dove sarebbero stati rubati 37mila euro. Un raggio d’azione ampio, che conferma la mobilità delle “batterie” e la capacità di colpire a centinaia di chilometri di distanza.

Carabinieri: “Fenomeno diffuso, fondamentale la prevenzione”

Nel corso dell’incontro, il colonnello Capone, comandante provinciale dei carabinieri, ha insistito sull’importanza della comunicazione corretta verso i cittadini per rafforzare la percezione di sicurezza e sulla sinergia tra forze dell’ordine, con un lavoro condiviso con Polizia di Stato e Guardia di Finanza.

I militari hanno poi ricostruito col capitano Lorenzini quattro mesi di indagini, basate su monitoraggi GPS e mappatura degli spostamenti della banda, che avrebbero permesso anche di sventare diversi episodi prima della consumazione.

Nessuna “centrale unica”, ma più gruppi autonomi

Alla domanda dei giornalisti su eventuali collegamenti con la criminalità organizzata locale, la procura ha precisato che in questa indagine non emergono evidenze di una “centrale unica”, ma piuttosto l’esistenza di più gruppi autonomi che condividono tecniche e know-how. Un elemento che rende il fenomeno ancora più insidioso.

Ora il procedimento proseguirà con ulteriori valutazioni e con l’appello già annunciato dalla procura contro alcune decisioni di rigetto, in un sistema multilivello che resta garantista ma che, assicurano gli inquirenti, mantiene alta l’attenzione su un’emergenza criminale sempre più pericolosa.

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Tags: Armando Dello Iacovoassalti ai bancomatassociazione per delinquerebanda della marmottaBorgo MezzanonecarabinieriCarapelleEnrico InfanteesplosiviFoggiaOrta NovaProcura di FoggiaRoberta Bray
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