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Home - Faeto celebra la 43ª Sagra del Maiale: tradizione, identità e futuro nei Monti Dauni

Faeto celebra la 43ª Sagra del Maiale: tradizione, identità e futuro nei Monti Dauni

Il 1° febbraio convegno su filiere locali e Suino Nero Pugliese, escursioni, stand gastronomici e cultura: “Un laboratorio vivo che unisce comunità e sviluppo rurale”

Di Redazione
29 Gennaio 2026
in Cultura&Società, Lucera e Monti Dauni
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Faeto si prepara ad accogliere la 43ª Sagra del Maiale di Faeto – Fête de lu Cajùnne de Faìte, in programma il 1° febbraio 2026, uno degli appuntamenti più attesi del calendario culturale ed enogastronomico dei Monti Dauni. Un evento che, anno dopo anno, continua a rappresentare un forte momento di identità collettiva, capace di unire tradizione, comunità e visione del futuro, coinvolgendo non solo il borgo faetano ma anche i comuni limitrofi e l’intera area della Daunia, sempre più protagonista di percorsi condivisi di sviluppo rurale, valorizzazione ambientale e promozione delle produzioni locali.

Cuore culturale della manifestazione sarà il convegno dal titolo “Tradizione che nutre il futuro: la qualità nasce dal tempo, dalla cura e dalle relazioni”, in programma alle ore 10 presso la sala polifunzionale in Piazza Luigi Izzo, 1, che si aprirà con un welcome coffee e con i saluti istituzionali del sindaco di Faeto Michele Pavia, del consigliere regionale Antonio Tutolo, del presidente dell’Area Interna Monti Dauni Pasquale Marchese, del presidente del GAL Meridaunia Pasquale De Vita, del rappresentante della Camera di Commercio di Foggia Cristian Levantaci e della senatrice Anna Maria Fallucchi.

Il dibattito sarà quindi arricchito dagli interventi di Giuseppe Campanaro, direttore di Confagricoltura Foggia, dello studioso delle dinamiche delle aree interne e dei piccoli Comuni Virgilio Caivano, di Romano Del Gaudio, componente del Nucleo promotore del Distretto del Suino Nero Pugliese, e di Francesco Vendola, CEO di Vueffe Consulting S.r.l., insieme agli imprenditori Ciro Moreno e Stefano Caroli, anch’essi parte del Nucleo promotore del Distretto del Suino Nero Pugliese.

Spazio anche al contributo scientifico dell’Università di Bari con Vincenzo Landi del Dipartimento di Medicina Veterinaria, a cui si affiancheranno le riflessioni sul marketing territoriale e sulle nuove narrazioni dei borghi di Angelica Toritto, manager di destinazione e Founder & CEO di Arte Digitale S.r.l., del presidente regionale dell’Ente Pro Loco Italiane Oronzo Rifino, del presidente ETS Athe Management Mauro Ingrosso e di Michele Primavera, consulente giuridico di Vueffe Consulting S.r.l.

A moderare l’incontro sarà il giornalista Domenico Cicolella, che guiderà il confronto tra istituzioni, imprese, mondo accademico e operatori culturali, in un dialogo volto a delineare strategie condivise per il rilancio dei territori interni, della zootecnia sostenibile e delle filiere identitarie legate al Suino Nero Pugliese, in una prospettiva che coinvolge Faeto, i Monti Dauni e l’intera Daunia.

Nel corso del convegno troverà spazio anche il contributo di Maria Antonietta Colonna del DiSSPA – Dipartimento di Scienze del Suolo, della Pianta e degli Alimenti dell’Università di Bari, promotore del Distretto del Suino Nero Pugliese, impegnata nella promozione e valorizzazione del genotipo autoctono anche attraverso la didattica universitaria, in particolare con il corso di “Sistemi zootecnici in ambiente agro-forestale e nelle aree protette”, attivato nell’ambito del corso di laurea NEST (Gestione degli spazi verdi, dei boschi e delle aree protette), e del corso di “Qualità dei prodotti di origine animale” del corso di laurea SVAGAS (Scienze per la Valorizzazione del Patrimonio Gastronomico). Un esempio virtuoso di come ricerca, formazione e territori possano convergere per costruire modelli sostenibili di allevamento, ottimizzazione della qualità dei prodotti, tutela della biodiversità e sviluppo rurale.

Il convegno intende approfondire il legame tra tempo, cura e relazioni come elementi fondamentali per costruire un futuro consapevole, in cui le tradizioni non siano nostalgia, ma risorsa viva per lo sviluppo dei territori interni. Un dialogo aperto tra cultura, agricoltura, gastronomia e identità locale, capace di parlare anche alle nuove generazioni e di rafforzare una visione d’area vasta che vede Faeto e i comuni viciniori protagonisti di una stessa strategia di rilancio della Daunia.

La sagra non è solo festa e degustazione, ma racconto di un sapere antico che si tramanda attraverso i gesti, i tempi lenti e la collaborazione tra le persone.

“Il maiale, nella cultura locale – ha spiegato il sindaco Michele Pavia – è simbolo di autosufficienza, rispetto per la materia prima e attenzione alla qualità, valori oggi più che mai attuali in un contesto che riscopre l’importanza delle filiere corte, della sostenibilità e delle relazioni tra produttori e comunità. Con la sua doppia denominazione, italiana e francoprovenzale, la Sagra del Maiale di Faeto ribadisce il valore della lingua, della memoria e dell’appartenenza, confermandosi non solo come evento gastronomico, ma come vero e proprio laboratorio culturale capace di generare connessioni tra i paesi dei Monti Dauni e l’intero comprensorio dauno”.

La festa prenderà il via dalle prime ore del mattino, con escursioni naturalistiche nei boschi di Faeto, per poi proseguire con stand gastronomici, spettacoli, attività culturali e momenti di condivisione collettiva. Per un giorno, Faeto e il suo territorio diventeranno un laboratorio vivo di tradizione, accoglienza e autenticità, vetrina di una Daunia che guarda al futuro partendo dalle proprie radici.

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Tags: area interna monti dauniConfagricoltura FoggiaDauniaenogastronomiaFaetofiliere localiGal MeridauniaMichele PaviaMonti DauniSagra del MaialeSuino Nero Pugliesesviluppo ruraletradizioniturismo dei borghi
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