Grande successo di partecipazione a Foggia al Marketing Insights 2026 con focus su Wedding e Hospitality di Ines Pesce, l’esperta di marketing, matrimoni e comunicazione.
La specialista ha introdotto ai vari corsisti, tutti operatori del wedding, le tendenze dell’anno e come cambia la fiducia delle persone nei comportamenti di acquisto più generali e specificatamente nell’organizzazione di un evento nuziale.
Il primo grande cambiamento del 2026 riguarda il modo in cui le persone desiderano. Tutto è cambiato dopo il Covid: il periodo dello shopping sfrenato, dell’accumulo e dell’acquisto impulsivo si è concluso come dimostrano i dati Istat.
“La fiducia si sposta dalle marche all’esperienza. Nel 2026 le persone non usano i social per comprare, sono lo strumento per capire se ti scelgo oppure no. La parte di discovery è quasi finita, dobbiamo mettere dei contenuti che aiutino a scegliere, contenuti seriali ed emozionali, format che si ripetono”, ha detto Pesce parlando dei social media, che ogni azienda deve ormai curare nel dettaglio. Attenzione però, non serve acquistare followers finti. Più community meno followers. “La strategia editoriale deve essere orientata alla continuità, con costanza e coerenza, non servono contenuti perfetti”.
L’Italia nel 2025 non è in crisi ma neppure serena, le persone sono caute, vivono tutte con il freno a mano tirato. L’economia è cresciuta ma senza slancio. Il sistema regge sulla quantità di lavoro non solo sulla sua quantità e i consumatori hanno maggiore propensione al risparmio, le persone non si fidano più. Ovviamente è la demografia il grande problema strutturale dell’Italia, aumentano le diseguaglianze e le fragilità. Non c’è panico ma neppure fiducia, c’è prudenza. Le persone impiegano più tempo a comprare, è stata la lezione di Ines Pesce.
Tutto questo porta ad un ulteriore calo dei matrimoni. Ci si sposa ancora? Dopo gli anni post Covid in cui ci fu un boom di nozze causate dallo stop del lockdown il 2025 chiude con – 5,9 per cento di matrimoni. Si sono persi 20mila matrimoni all’anno. Un numero enorme.
“C’è una nuova tendenza sui matrimoni, si arriva in maniera consapevole, la coppia non si sposa più per motivi culturali ma per motivi personali. Sono diminuiti i matrimoni religiosi, abbiamo un bacino più piccolo. La nostra unica speranza è guardare al destination wedding che è una possibilità per intercettare una domanda più cospicua estera, ma non è tutto facile. L’Italia è tra le mete turistiche più desiderate al mondo, il 53 per cento è straniero, con luglio mese bomba. I soggiorni si sono allungati, il turismo estero è in crescita, la stagione estiva è più robusta grazie ai cambiamenti climatici. Gli stranieri vivono una diversificazione non solo strutture alberghiere ma strutture extralberghiere”. Cosa vogliono gli sposi stranieri?
Il comportamento d’acquisto è molto diverso rispetto al passato. “Il consumatore non è più compulsivo, non è più rilassato. È molto cauto. Se le persone sono ponderate non vince chi rassicura ma chi aiuta a decidere. Il consumatore non si affida più, vuole sentirsi libero di scegliere. I consumatori premieranno i brand che comunicano semplicità, chiarezza, con il green come valore aggiunto. Il pricing ha esaurito la sua spinta , i prezzi devono essere giusti e percepiti come tali, la semplicità è il nuovo lusso, si parla infatti di quite Luxury. I consumatori sono stanchi di troppe opzioni. Semplicity as a premium”.
Anche i wedding planner come altre categorie stanno vivendo la competizione dell’Intelligenza artificiale, che aiuta tanti sposi ad organizzarsi.
I corsisti hanno lamentato la grande pesantezza delle spose odierne. Tutte arrivano dai vari operatori preparatissime. A dettare le tendenze sono le celebrità e la cultura pop, che crea però non poche distorsioni visive. Nessuna sposa potrà mai essere come Diletta Leotta, perché nessuna si vedrà con gli stessi filtri che utilizza lei. Tutte vogliono essere instagrammabili, dal trucco al parrucco. Fino alla location.










