“Anche quest’anno quell’incrocio di dolore è un po’ più bello, ma continua a fare lo stesso male”. È un messaggio che colpisce al cuore quello scritto da Roberta Abbruzzese, mamma di Camilla Di Pumpo, nel giorno dell’anniversario che per lei e per la sua famiglia non è solo una data sul calendario, ma una ferita sempre aperta. Camilla perse la vita in un incidente stradale a Foggia quattro anni fa, in un punto della città che per i suoi cari resta “un posto maledetto”, simbolo di una vita spezzata troppo presto. Al giovane conducente dell’Audi nera che si scontrò con l’utilitaria rossa di Camilla quella sera in via Matteotti sono stati inflitti in appello quattro anni.
Il dolore di una madre e una vita interrotta
Nel suo post, Roberta Abbruzzese racconta una sofferenza che non conosce attenuanti né consolazioni. Una vita giovane, fatta di sacrifici, sogni e talento, cancellata “in un attimo”, da quello che definisce “un missile, una nullità” incontrata sulla strada. Parole dure, che restituiscono la brutalità dell’evento e l’impotenza di fronte a una tragedia che non lascia spazio a spiegazioni razionali.
La madre di Camilla parla di un dolore infinito, aggravato dal peso delle lungaggini giudiziarie, delle ingiustizie percepite, delle mortificazioni e di un sistema che, spesso, sembra incapace di restituire risposte e verità a chi resta.
La memoria come atto di resistenza
“Continuo e continuerò a mantenere vivo il tuo ricordo”, scrive Roberta, sottolineando come la memoria sia diventata una forma di resistenza. Un atto necessario, soprattutto quando, come lei stessa afferma, “in tanti preferirebbero che tu venissi dimenticata”. Per una madre, ricordare non è solo un gesto d’amore, ma un diritto che nessuno può negare.
Il ricordo, la memoria, diventano così l’unica verità certa, l’unico spazio in cui Camilla continua a vivere, oltre il silenzio e oltre il tempo.
Un ringraziamento che parla di umanità
Nel suo messaggio, Roberta Abbruzzese rivolge anche un ringraziamento a Enzo Buononato, per la sua vicinanza costante, la professionalità e il cuore dimostrati nel tempo. Un segno di quanto, accanto al dolore, resti fondamentale la presenza di chi sa ascoltare, sostenere e aiutare a non spegnere il ricordo.
Il post si chiude con poche parole, semplici e definitive: “Camilla per sempre”. Una promessa, prima ancora che un saluto, che racconta il legame indissolubile tra una madre e una figlia e il bisogno, umano e profondo, di non dimenticare.










