Da anni convivono con rifiuti abbandonati, incuria e degrado ambientale. Ora la situazione, già grave, sarebbe definitivamente degenerata. A denunciare pubblicamente quanto accade lungo la Strada Statale 16 a Foggia, all’altezza del chilometro 690,600, è l’avvocata Francesca Caputo, residente nella zona, che parla apertamente di una discarica a cielo aperto mai rimossa nonostante ripetuti esposti alle istituzioni.
Esposti senza risposte
Secondo quanto segnalato dall’avvocata, nel corso degli anni sono stati inoltrati numerosi esposti e denunce al Comune di Foggia, alla Procura della Repubblica, alla Polizia locale e alla forestale, senza che nessuno abbia mai effettuato un intervento risolutivo sul posto. L’unico riscontro formale, spiega Caputo, sarebbe arrivato dal Consorzio di bonifica, che però avrebbe chiarito la necessità di un’azione congiunta con il Comune.
Una collaborazione che, nonostante l’inoltro della risposta ufficiale agli uffici comunali, non si sarebbe mai concretizzata. Nessun sopralluogo, nessuna bonifica, nessuna comunicazione ufficiale da parte dell’amministrazione.
“Una situazione ormai indecente”
La presenza costante di rifiuti, documentata anche con materiale fotografico allegato alla segnalazione, avrebbe trasformato l’area in una vera e propria discarica abusiva, con evidenti rischi ambientali e sanitari per chi vive nelle immediate vicinanze.
“È indecente che, nonostante anni di denunce e segnalazioni, nessuno sia effettivamente intervenuto”, sottolinea l’avvocata Caputo, che parla di una situazione ormai fuori controllo.
La richiesta di un intervento immediato
La segnalazione pubblica nasce dalla stanchezza e dall’esasperazione dei residenti, che chiedono un intervento immediato per la rimozione dei rifiuti e la messa in sicurezza dell’area. Un problema che, oltre a incidere sulla qualità della vita, solleva interrogativi sul funzionamento della macchina amministrativa e sul coordinamento tra enti competenti.
“Ora basta – è il messaggio che arriva dalla zona – non possiamo più convivere con questo degrado nel silenzio generale”.











