Cgil, Anpi, Arci, Libera, Legambiente, Auser, Udu Link e Uds insieme ad alcuni partiti della coalizione progressista tra cui Pd e Avs questa mattina hanno presentato il Comitato provinciale “Società civile per il No” che a livello nazionale vede coinvolte tantissime associazioni ed è presieduto da Giovanni Bachelet.
In Capitanata il frontman e presidente è il professor Gianpaolo Impagnatiello, docente di Diritto Processuale Civile all’Università degli Studi di Foggia, secondo cui la riforma Nordio non è una riforma, perché non interviene in alcun modo sulla qualità del servizio della giustizia: non aumenta gli organici, non riduce i tempi del processo, non stabilizza migliaia di lavoratori e lavoratrici precari del settore, non aumenta, anzi riduce, le garanzie per le persone.
Il docente ha tenuto a Palazzo Dogana una lectio magistralis sul ruolo del CSM, le cui regole potrebbero essere stravolte con la Riforma Nordio. “Votare No ha molte ragioni – ha detto l’accademico – di metodo che attengono alle modalità con le quali questa riforma costituzionale è stata messa in cantiere e si vorrebbe finalizzare e di merito rispetto ai rischi che sono insiti non tanto nella separazione delle carriere, ma quanto soprattutto nelle disposizioni che regolano il CSM e nella prospettiva della riforme dei due CSM. La separazione delle carriere è un tema neutro rispetto alla funzionalità del processo, alla efficienza e alla giustizia del processo. La storia insegna che della separazione delle carriere si può fare un uso opposto, strumentalizzato. L’efficienza del processo passa da tutti altri canali, che poi sono quelli che interessano al cittadino. Questa riforma non fa nulla su questo piano, la separazione delle carriere non è il cuore di questa riforma, il cuore è la revisione delle disposizioni che regolano il Consiglio Superiore della Magistratura, ossia l’organo di governo della magistratura. C’è un ripensamento delle modalità di selezione dei componenti del CSM, che porterà ad un complessivo indebolimento dell’autorevolezza e del ruolo costituzionale che questo organo svolge quotidianamente e che ha svolto fino in questo momento”.









