Il numero legale non è mancato nel consiglio comunale di questa mattina a Foggia sul Dup, ma sono stati confermati tutti i malumori di M5S e PD.
L’altro giorno in aula è arrivato l’ultimatum del decano Italo Pontone. “Il mio partito, dopo questi due primi anni, finalmente, ha cominciato a pensare che in alcuni settori di questa amministrazione ci sia la necessità di rivedere qualcosa, non perché si vogliano addebitare a questo o a quello responsabilità specifiche, ma perché noi siamo qua per dare risposte alla nostra città”.
È stata dura la sua critica, non è un mistero che il dottore del gruppo Telesforo abbia mostrato in questi due anni forti rimostranze per la gestione del verde e dei lavori pubblici.
Il PD chiede il rimpasto di Giunta e una nuova postazione nell’esecutivo. C’è stato più di un nervosismo in aula durante il Consiglio comunale di Foggia, che ha approvato dopo cinque ore di accesa discussione con 21 voti a favore e 3 contrari il Documento Unico di Programmazione per il triennio 2026-2028, strumento di guida strategica ed operativa dell’Ente attraverso il quale l’amministrazione comunale definisce gli obiettivi di medio periodo e l’allocazione delle risorse necessarie per conseguirli. Articolato in una Sezione Strategica (SeS) e una Sezione Operativa (SeO), il Dup si pone un primo grande obiettivo strategico che è il consolidamento dei servizi istituzionali, generali e di gestione, per un’amministrazione più organizzata, digitale e capace di programmare, monitorare e valutare le proprie azioni.
Durante la seduta non sono mancate e attriti. Il Partito democratico è ormai in rotta di collisione con la Giunta. Il capogruppo Lino Dell’Aquila è rimasto per la prima ora fuori, assente. Il più grande partito di maggioranza chiede l’azzeramento dell’esecutivo del campo largo che fotografava gli equilibri di forza dell’elezione del 2023, oggi del tutto modificati dopo il voto delle regionali.
Ad essere sotto accusa è soprattutto la gestione dei Lavori Pubblici e dell’Urbanistica da parte dell’ingegner Pino Galasso, reo di aver fermato negli ultimi mesi alcune acquisizioni sananti e degli indennizzi per degli espropri.
“Ha bloccato tutto, non arrivano in aula neppure le questioni più banali”, è l’accusa di un piddino. Che il tecnico sia o non sia chiamato a Bari in Regione da Antonio Decaro poco importa ai dem e ai pentastellati. È iniziata la resa dei conti per quell’assessorato, che Galasso ha guidato con estrema diligenza e con grande puntigliosità per evitare pressioni, influenze e possibili vecchie cattive prassi.
Il M5S con Francesco Strippoli e Giovanni Quarato ha lamentato il depennamento di tutti gli emendamenti delle commissioni fatti dal Dup. “Noi siamo per l’internalizzazione della gestione dei parcheggi, ma nel Dup non ve n’è traccia. Siamo contenti di GPS? Io non credo. Ci troviamo a fare un lavoro di indagine in commissione mentre noi dovremmo fare un lavoro di indirizzo politico, gli uffici devono aiutarci a realizzarlo insieme, senza censurare i nostri emendamenti. Più di 300 pagine di emendamenti approvati in Commissione Ambiente e Territorio non sono stati accolti nel Dup”.
Dall’opposizione Pasquale Cataneo ha apostrofato il campo largo come interprete sempre della stessa storia, suscitando la risposta piccata della sindaca. “Io non sono andata a processo, caro Cataneo”, la sua sottolineatura.
Antonio De Sabato reclama interventi come la Bicipolitana, realizzata a Pesaro. “O cominciano a fare politica e cominciamo a capire che il discorso è politico e non di poltrone o non ci sarà mai una restituzione dello spazio pubblico alla comunità. Le città non cambiano con la prudenza amministrativa”.










