Una mobilitazione generale per salvare Casa Sollievo della Sofferenza, cuore sanitario ed economico del Gargano. A lanciarla è Damiano Fiore, presidente dell’Associazione Commercianti di San Giovanni Rotondo, che con una lettera aperta si rivolge ai cittadini del paese e dell’intero territorio garganico per richiamare l’attenzione sulla grave crisi che sta attraversando l’IRCCS voluto da Padre Pio da Pietrelcina.
Al centro delle preoccupazioni la recente decisione della direzione dell’ospedale di aderire all’associazione datoriale ARIS e di applicare, a partire dal 2026, un nuovo contratto collettivo nazionale tipico delle strutture private. Una scelta che ha già innescato uno stato di agitazione tra medici, infermieri, operatori sanitari e personale amministrativo, preoccupati per le possibili ricadute economiche e contrattuali.
Secondo quanto denunciato da Fiore, il nuovo contratto potrebbe determinare una riduzione significativa delle retribuzioni, delle tutele e dei diritti acquisiti, con tagli che in alcuni casi arriverebbero fino al 30 per cento degli stipendi, oltre al blocco di arretrati e incentivi. Una prospettiva che rischia di avere conseguenze non solo sui lavoratori, ma sull’intero tessuto sociale ed economico della città.
“Casa Sollievo della Sofferenza non è solo un ospedale – sottolinea Fiore – è il cuore pulsante della nostra economia e del benessere del territorio”. Con circa 2.600 dipendenti, l’IRCCS rappresenta oltre la metà dell’economia locale, generando occupazione diretta e indotta, sostenendo migliaia di famiglie e contribuendo in modo decisivo al prodotto interno lordo del Gargano. Un ruolo che si estende anche sul piano sanitario, grazie a cure di eccellenza che attirano pazienti da tutta Italia e riducono la mobilità sanitaria passiva.
I primi effetti della situazione di incertezza, secondo il presidente dei commercianti, sarebbero già visibili. “In questi giorni – spiega – registriamo una contrazione dei consumi locali. I dipendenti vivono un clima di instabilità economica e molti hanno mutui, prestiti e impegni finanziari basati su una condizione di stabilità che ora rischia di venire meno”. Un eventuale taglio agli stipendi, avverte, avrebbe ripercussioni a catena su commercio, servizi e sull’intera comunità di San Giovanni Rotondo.
Da qui l’appello a una concertazione immediata e ampia. Fiore chiede l’apertura di un tavolo di confronto che coinvolga direzione dell’ospedale, sindacati, Regione Puglia, istituzioni locali e la Santa Sede, proprietaria dell’Opera, per individuare soluzioni condivise che salvaguardino i diritti dei lavoratori e la missione originaria voluta da Padre Pio.
Nel messaggio rivolto ai cittadini, il presidente dei commercianti sollecita anche un impegno concreto della Regione Puglia e della politica locale per “acquisire e salvaguardare” l’ospedale, garantendone la sostenibilità pubblica e il ruolo di eccellenza sanitaria. L’invito finale è alla mobilitazione: manifestazioni pacifiche a San Giovanni Rotondo e, se necessario, anche davanti al Vaticano, per far sentire la voce di lavoratori, pazienti e dell’intero territorio.
“Casa Sollievo della Sofferenza è un patrimonio di tutti – conclude Fiore – difendiamolo insieme per il futuro della nostra comunità”.












