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Home - Scintille al processo “Giù le mani”, udienza lampo a Foggia: forte tensione in aula e rinvio al 2026

Scintille al processo “Giù le mani”, udienza lampo a Foggia: forte tensione in aula e rinvio al 2026

Salta il controesame di un teste chiave dopo le obiezioni del pm. I difensori dei Fatone lasciano l’aula contestando la gestione del dibattimento. Il procedimento riprenderà a gennaio

Di Francesco Pesante
16 Dicembre 2025
in Cronaca, Manfredonia
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È durata pochissimi minuti l’udienza di “Giù le mani”, processo contro un presunto sistema di pressioni e favori a Manfredonia. Stamattina in aula a Foggia era previsto il controesame di Lorenzo Caracciolo, dipendente di Ase, azienda servizi ecologici, tra i principali accusatori degli ex colleghi Michele e Raffaele Fatone, padre e figlio detti “Racastill”, entrambi imputati nel procedimento.

Dopo le obiezioni del pubblico ministero, accolte integralmente dal giudice Talani, alle prime domande della difesa, i legali dei Fatone hanno lasciato l’aula in totale disaccordo e dicendosi pronti ad abbandonare il procedimento. Ma quello di oggi è solo l’apice di un clima di tensione emerso già nelle scorse udienze quando gli avvocati degli imputati avevano più volte manifestato insofferenza per la gestione processuale, a loro dire troppo schiacciata verso l’ufficio di procura con continue obiezioni accolte da un lato e respinte dall’altro. Insomma, oggi nulla di fatto e processo rinviato a gennaio 2026, da comprendere con quali avvocati.

I nomi degli imputati, le accuse principali e gli episodi contestati

Il processo “Giù le mani” nasce da cinque filoni investigativi che racchiudono 14 capi d’imputazione. Al centro dell’inchiesta ci sono episodi che vanno dal 2019 al 2021. Secondo la procura, l’ex sindaco di Manfredonia Gianni Rotice, insieme al fratello Michele detto “Lino”, avrebbe chiesto a Michele Romito di sostenere al ballottaggio del 2021 la propria elezione a primo cittadino in cambio dell’interessamento per evitare lo smontaggio di una parte del ristorante “Guarda che Luna”.

Romito risponde di tentata concussione, insieme all’ex assessore Angelo Salvemini, per presunte pressioni su dirigenti comunali finalizzate proprio a bloccare lo smantellamento della struttura.

Altra vicenda riguarda Grazia Romito, sorella di Michele, imputata di falso per aver ottenuto, tramite un prestanome, la gestione di un’agenzia funebre nonostante un’interdittiva antimafia a suo carico. Il prestanome sarebbe Luigi Rotolo, anche lui imputato. Salvemini risponde anche di corruzione per un presunto scambio di favori con l’ex segretaria comunale Giuliana Galantino (imputata ma anche parte offesa), che avrebbe ricevuto supporto nella redazione di una nota utile a difendersi da accuse di mobbing, in cambio di una decisione favorevole all’interesse di una società legata ai Romito.

Le imputazioni più numerose sono a carico dell’ex dipendente dell’azienda dei rifiuti “Ase”, municipalizzata del Comune, Michele “Racastill” Fatone, accusato di concussione, peculato, lesioni, stalking e violenza privata nei confronti di colleghi e superiori. Con lui a processo il figlio Raffaele, anch’egli dipendente (poi licenziato) dell’azienda di raccolta rifiuti, accusato di lesioni e violenza in concorso con il padre.

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Tags: Asecronaca giudiziariaFoggiaGianni RoticeManfredoniamichele fatoneprocesso Giù le maniRaffaele FatoneTribunale
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